martedì 24 aprile 2012
Il ritorno... ?
... e forse è arrivato il momento di ricominciare a scrivere qualcosa!
domenica 3 agosto 2008
Professione Information Designer
[...] Trattandosi di una disciplina molto recente (l'information Design), solo ora si manifestata l'esigenza di costituire una vera e propria comunità di professionisti che, seppur provenienti da realtà formative diverse, si riconoscano in quanto progettisti dell'informazione.
La necessità di una comunità scientifica di riferimento è dovuta anche all'attuale dispersione dei risultati delle ricerche che, se invece fossero condivisi da tutti coloro che operano all'interno dell'Information Design, arricchirebbero in modo ancora più consistente la disciplina stessa.
La formazione dell'information designer è complessa e richiede professionalità scientifica, accuratezza, creatività e abilità teoriche e applicative.
L'information designer, infatti, ha il compito di progettare pacchetti informativi che siano al contempo appetibili per l'utente e funzionali rispetto alle esigenze di quest'ultimo. Ciò significa che l'information designer non solo deve sviluppare una profonda competenza nella rappresentazione linguistica e visiva del testo, ma anche una particolare sensibilità a tutte le problematiche connesse al soddisfacimento delle aspettative della propria utenza. Egli infatti deve guidare l'utente alla comprensione ed, eventualmente, all'apprendimento dell'oggetto da lui stesso elaborato, eseguendo, pertanto, un'operazione altamente sofisticata e complessa. Per fare ciò non è indispensabile che l'information designer sia un esperto nel settore in cui è chiamato ad intervenire, ma piuttosto è necessario che disponga di una competenza mista con la quale sia in grado di gestire materiali diversi.
In altre parole l'information designer è colui che sa fondere spirito creativo e capacità tecniche al fine di realizzare una progettazione dell'oggetto informativo che risulti rispettosa sia del destinatario che del contesto in cui quest'ultimo fruirà dell'oggetto.
Attualmente ogni esperto di comunicazione si trova a dover gestire una realtà particolarmente complessa, caratterizzata da un insieme sempre più articolato di interazioni comunicative: l'aumento della quantità e della varietà di informazioni da trattare, la crescente necessità di elaborare messaggi in lingue diverse e, di conseguenza, la capacità di rivolgersi a contesti culturali differenti.
È pertanto evidente che l'information designer sia, ora più che mai, sollecitato a maturare un’articolata serie di abilità e soprattutto una solida base metodologica mediante la quale applicare efficacemente le conoscenze acquisite.
In altre parole il disegnatore dell'informazione non solo deve essere competente nell'elaborare i contenuti e nel progettare la comunicazione, ma deve anche posizionarsi in maniera flessibile e dinamica nei confronti dei nuovi campi del sapere.
In particolare, l'esperto di comunicazione deve acquisire conoscenze sempre più approfondite nell'ambito delle materie tecniche e scientifiche, deve sì diventare esperto a un livello tecnico, così da poter capire come e quando utilizzare la tecnologia, ma anche parallelamente sviluppare una solida consapevolezza sul piano cognitivo, necessaria per individuare le differenti possibilità comunicative in una varietà di differenti contesti e situazioni.
Inoltre il comunicatore esperto deve possedere anche la capacità di realizzare un artefatto che faccia emergere gli elementi più durevoli nel tempo, così da controllare il processo di obsolescenza dell'oggetto informativo realizzato. Un artefatto che sia stato costruito secondo tali prerogative può essere compreso senza dare adito a fraintendimenti anche in assenza, momentaneamente, del contesto per cui era stato progettato. Ciò costituisce un grande valore aggiunto nell'organizzazione di un'informazione mirata a produrre conoscenza poiché spesso accade che la decontestualizzazione dell'informazione porta ad un'interpretazione scorretta, e quindi non funzionale, degli obiettivi conoscitivi. [...]
lunedì 21 aprile 2008
Sadeviz: Log-File Visualization
Log-file Visualization sta ad indicare, semplicemente, il contenuto del mio lavoro: la progettazione di un software per visualizzare i log-file.
Continua così la tradizione di questo blog che, dopo la tesi di laurea di primo livello, ospiterà anche il mio ultimo parto universitario. Ecco, per il momento, l'introduzione!
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"Grafica, design, comunicazione visiva, scienze cognitive, nuove tecnologie informatiche, e-marketing: questi sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo lavoro.
Creare nuove tecniche di visualizzazione e scoprire i nuovi approcci di comunicazione sono solo alcuni degli obiettivi di chi fa, della comunicazione, la sua professione e di chi vede, nell’esser comunicativo, la sua essenza.
Non basta solo saper ben parlare o ben saper cosa dire. È pur vero che ci sono delle regole, delle leggi scritte e, in ogni caso, condivise, che fanno del comunicare una vera e propria scienza, ma il comunicare rimane pur sempre questione di istinto.
SaDeViz: Log-file Visualization nasce a completamento di un percorso, fatto di esami e studi, di passione e divertimento, di noia e ansia, un percorso che si conclude con pienezza, con la certezza di aver carpito quanto di meglio si potesse, con la convinzione che ora si è finalmente pronti ad iniziare a vivere gli insegnamenti appresi, desiderosi di andare in giro per il mondo e comunicare la propria rinascita.
Comunicare con consapevolezza, alla luce di tutto ciò che la semiotica, la prossemica, la linguistica, la psicologia e la strategia insegna, alla luce di tutto ciò che, il vivere immersa nella comunicazione, ha lasciato nel carattere e nel vivere quotidiano.
Con questo lavoro comincio a vivere da comunicatore, a comunicare nella vita, a vivere comunicando (e come si potrebbe altrimenti).
In questo lavoro si parlerà innanzi tutto di Information Design: cos’è, qual è l’oggetto che studia, chi sono coloro che se ne occupano, in quale ambiente nasce e a contatto con quali altre discipline vive. (Parte I, Capitoli I-III)
La seconda parte del lavoro descrive diverse tipologie di dati e le loro più comuni forme di visualizzazione: rappresentazioni lineari, rappresentazioni organizzate in forma reticolare o gerarchica, visualizzazioni per il web. (Parte II, Capitoli IV-VII)
Nella terza parte, per assecondare la profonda curiosità e la grande passione che nutro nei confronti di tutto ciò che riguarda il World Wide Web, focalizzo la mia attenzione sui log-file e sui diversi metodi di analisi ed interpretazione dei dati provenienti da Internet. (Parte III, Capitolo VII)
Nella quarta ed ultima parte descrivo il mio esperimento, il prototipo di un software che, tenendo conto di tutti gli accorgimenti raccolti in anni di studio, riesca a comunicare al meglio le informazioni ottenute dall'analisi dei log-file.
Il mio modo, ma solo uno dei tanti possibili, per rappresentare e visualizzare informazioni complesse a dimostrazione, metafora della vita, che da un intrico di dati, incomprensibile a primo acchito, indecifrabile e illeggibile anche al secondo, sia sempre possibile far emergere qualcosa di buono, interessante e comunicativo.
Un giusto metodo, alcuni semplici accorgimenti e le nuove tecnologie informatiche, perché quello che è possibile pensare, oggi, diventa anche possibile realizzare. (Parte IV, Capitolo VIII)"
domenica 23 dicembre 2007
Incontro PHCG Italia
venerdì 14 e sabato 15 Dicembre 2007,
il gruppo PHCG Italia si è riunito
(per chi non lo sapesse Publicis Healthcare Communication Group).
Un incontro fortemente voluto:
un modo per conoscersi, integrarsi, iniziare ad amarsi...
Momenti per incominciare a pensare come ad un solo gruppo,
e ad agire in funzione di comuni obiettivi.
I presupposti ci sono tutti...
in bocca al lupo PHCG!
in questo set alcune delle foto della serata!
lunedì 26 novembre 2007
Professione Content Manager...
ecco una bella definizione presa in prestito dal sito www.evectors.it
Il Content Manager si occupa di scrivere, sviluppare, gestire e pubblicare i contenuti di un sito.
Se la produzione di contenuti informativi originali è alta, si costituisce un team di lavoro di tipo redazionale al cui vertice generalmente si trova un copy writer, un giornalista o comunque un professionista della comunicazione professionale.
Trasferire le proprie competenze sul web diventa immediato ed il controllo sul prodotto finito è spesso superiore alle procedure tradizionali (ad esempio di un giornale cartaceo). Nell'esemplificativa gerarchia redazionale, sotto di lui stanno altri livelli di editor con privilegi di accesso editoriale più limitati.
È normale far partecipare alla redazione del sito appartenenti all'organizzazione competenti nel proprio settore (i veri produttori di contenuto) privi di competenze specifiche nella comunicazione, calibrandone il privilegio d'accesso editoriale.
Il Content Manager solitamente partecipa al progetto complessivo del sito e alla definizione dei suoi obiettivi, alla stesura del piano editoriale e di organizzazione redazionale.
La sua consulenza può finire con l'impostazione complessiva del sistema e con del training di massima agli incaricati della produzione dei contenuti dal titolare del sito, che possono essere risorse interne (marketing, commerciali, ecc.) o esterne (agenzie di PR e di comunicazione la cui collaborazione è già avviata).
Di qualunque estrazione sia, il Content Manager si occupa di produrre e pubblicare contenuti (testi, immagini, tabelle, files) con gli strumenti wizzy (what you see is what you get), organizza le aggregazioni di unità informative del sito ed assegna i privilegi di accesso editoriale su misura per gli altri componenti del gruppo di lavoro.
Può produrre personalmente l'ottimizzazione delle immagini legate alla singola unità informativa o coordinare i tecnici a disposizione.
Dal momento in cui un nuovo contenuto (testo o file multimediale) è a disposizione sul computer dell’Editor a quello della sua pubblicazione passa solamente il tempo necessario a caricarlo sul server con il browser.
La Table of Contents, sempre visibile all’utente, viene aggiornata automaticamente ad ogni modifica. Fa parte della gerarchia redazionale di organizzazione dei contenuti, e può dover definire dei piani editoriali, gestire i flussi di contenuti puntuali e la loro strutturazione.
- professionalità nella produzione di contenuti pubblici
- capacità informatiche di base
Responsabilità
- stesura di un progetto editoriale
- cadenzamento, puntualità ed efficacia dei contenuti prodotti
- ricerca, analisi e gestione di informazioni provenienti da fonti esterne
- coordinamento della redazione e controllo dei contenuti prodotti
- pianificazione della produzione e pubblicazione dei contenuti
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A proposito del Content management Wikipedia così recita:
"Con il termine Content management si indica una serie di processi e tecnologie a supporto del ciclo di vita evolutivo dell'informazione digitale (content o digital content).
Tale ciclo di vita comprende essenzialmente sei passi:
- Creazione
- Aggiornamento
- Pubblicazione
- Traduzione
- Archiviazione e utilizzo
Il Content management è un processo collaborativo nel senso più stretto del termine.
La creazione del contenuto viene effettuata da una o più persone, ma la comunità partecipa al suo aggiornamento (formale e sostanziale) fino alla pubblicazione definitiva, dopo la quale può iniziare una fase di aggiornamento la cui durata può anche non essere limitata.
Il processo di aggiornamento si basa sui seguenti ruoli e privilegi base:
- Autore principale - responsabile della creazione del contenuto.
- Curatore (o autore secondario) - responsabile dell'aspetto formale del contenuto (stile, rappresentazione) per garantirne l'uniformità e la diffusione.
- Editore - responsabile della diffusione e dell'utilizzo del contenuto.
- Amministratore - responsabile della gestione delle versioni del contenuto negli archivi e nei sistemi di diffusione (Content Management System).
Un aspetto critico del Content management è la capacità di gestire le versioni del contenuto durante la sua evoluzione. Gli autori e i curatori spesso hanno necessità di ripristinare vecchie versioni del contenuto in conseguenza di errori del processo di evoluzione o di errati aggiornamenti."
lunedì 8 ottobre 2007
lunedì 18 giugno 2007
PUBBLICATOOOOO!!!
Ecco il link del nostro lavoro!!!!
"Lo strano mestiere di "vendere" notizie. Tracce sparse di news marketing"
http://www.dise.unisa.it/quaderni_pubblicati_dal_dipartimento.php
Baciiiiii
venerdì 15 giugno 2007
Per il team A
La condivido anche con tutti voi!!!
Dicembre 2006
Non faceva freddissimo quel giorno ma nel salire le scale qualche brivido l’ho sentito. Ottima l’impressione iniziale… grandi spazi, tanta luce, colori chiari e arredamento minimalista, in pieno accordo con il mio stile e con i dettami dell’ergonomia. Mi faccio spazio tra gli addobbi e gli imballi di carta che li contengono…trovo una sedia accanto ad un tavolino coperti entrambi (sedia e tavolino) da rametti pronti ad essere spillati alle pareti. Mi siedo, due chiacchiere con Antonella, uno sguardo veloce alla stanza ( macchinetta del caffè… meno maleeeeee… addirittura frigorifero e forno a microonde…questo ambiente l’avevo immaginato studiando l’organizzazione giapponese/americana e le teorie della spirale della conoscenza di Nonaka… ma non credevo esistesse una realtà così giovane e dinamica a Salerno)… siamo capitate in un giorno un po’ turbolento: Natale era nell’aria e fervevano i preparativi: Antonietta (non sapevo il suo nome ma ricordo che la notai perché era vestita con degli abbinamenti di verde - e il verde è uno dei miei colori preferiti- ) era impegnata con l’albero e le decorazioni, Flaviana era occupata ad impacchettare buste e opuscoli (l’espressione del suo viso non era granché sorridente… sfido io, a impacchettare tutta quella roba… fogli bianchi tenuti da graffette, libricini, indirizzi e talloncini adesivi).
Un’occhiata veloce alle mie “concorrenti” e poi arriva Gianluca, riconosco la voce che avevo già sentito a telefono il giorno prima (ero in giro di ricognizione per capire dov’era la sede e, dopo l’ennesima strada senza uscita, mi ero decisa a chiamare e chiedere informazioni!) e dopo i primi momenti di disorientamento (quelli che si hanno nei momenti in cui si deve associare un volto ad una voce) ecco che si comincia! Ci contiamo ma c’è qualcosa che non va… o qualcuno ha dichiarato il falso sul proprio genere sessuale… o c’è una donna in più.
Ovviamente (perché il buongiorno si vede dal mattino…) il mio C.V.non era mai arrivato alla Healthware. UFFFFFFFFFFF!
Tralascio di riportare quello che mi è balenato in testa in quell’istante (il timore di venir considerata un’imbucata di stramacchio mi metteva in un imbarazzooooooo )…! Fortuna che mi ero premunita di tutti i fogli che potevano servirmi (copia del C.V., copia di Celiaqui, copia del piano di info-comunicazione per la centrale del latte, etc.)!
Consegno la copia del curriculum e Gianluca inizia l’appello. Ci vediamo una alla volta, in ordine alfabetico, nella sala meeting 1.
Ok, perfetto… non mi scompongo più di tanto, sarò una delle prime, il mio cognome comincia per “D”!
Sono stata l’ULTIMA, contro ogni regola della probabilità, gli altri “concorrenti” avevano cognomi che andavano da A a DELO…(e che sfiga!).
Ne approfitto per osservare ancora un po’ il posto (Flaviana è sempre più alienata nell’impacchettamento!!!).
L’atmosfera incomincia a diventare familiare e mi inizio a rilassare fino a quando Antonella esce, dopo una mezz’oretta di colloquio e, appena a portata di udito, mi dice:“mi hanno fatto parlare in inglese!”
QUE?!?! QUOI?!?! COSA?!?!?!
Altro che familiarità… lì è il panico! Ma io parlo francese e spagnolo!!!
Inizio a bersagliare Antonella: che ti hanno chiesto? E tu come hai risposto? Come si coniuga il verbo essere al passato! Marò ho un vuoto…. Ripetimi pure il presente e il futuro dato che ci sei! No, no, se devo fare queste figure io me ne vado… non lo voglio fare ‘sto colloquio! Antonè, come si traduce “completo ed esauriente”?
Completo ed esauriente?!?!? A pensarci adesso mi viene da ridere! A momenti non ricordo neppure come si dice grazie in inglese…e me ne esco con “completo ed esauriente”!
Da quel momento, fino al mio ingresso nella mitica meeting 1 il tempo vola tra regole di fonetica e di grammatica inglese… tanto impegno ma poche speranze!
Arriva così il mio turno,”completo ed esauriente” (erano aggettivi per descrivere come avevo trovato il sito web aziendale) era diventato semplicemente “interessante”. Non c’era più tempo, era arrivato il mio momento e, come un condannato rassegnato alla pena, mi avvio, rassegnata alla mia figura barbina, seguendo il Bertone!
Rivedo il dott. Di Filippo (che avevo conosciuto poco prima in rest. area), faccio la conoscenza di Michela, (il mio primo pensiero è stato “ma quanti anni avrà, sembriamo coetanee ed è già responsabile del reclutamento degli stagisti… beata lei!).
Inizio a parlare di me, della mia esperienza Erasmus (Gianluca sembra particolarmente interessato a quest’argomento!), delle cose che ho appreso all’estero e delle lingue che parlo (a questo punto lo dico che l’inglese lo mastico, ma poi lo risputo sgrammaticato -almeno così li preparo-), parlo del mio amore per la fotografia, dei miei studi, del progetto Celiaqui , e di molto altro.
La prima parte del colloquio termina e ci ritroviamo, tutte insieme, per un’ulteriore “prova”.
Il compito assegnatoci è: creare qualcosa! Decido allora di abbozzare un lavoro di ergonomia cognitiva e di usabilità di un sito e consegno il blocco!
Abbiamo terminato… CI FARANNO SAPERE!
E mentre Flaviana ci scheda nel cervellone automatico io ripenso alla giornata… faccio il pieno di odori e colori, saluto e chiudo la porta alle mie spalle.
… Università… vita quotidiana…
Gennaio 2007
Una telefonata… il mitico Antonio Di Filippo “è lieto di comunicarmi che la Healthware ha scelto il mio profilo per iniziare un periodo di stage”.
Da definire rimangono solo le date e da risolvere solo scartoffie burocratiche tra azienda e università ma l’entusiasmo è tanto e il resto non conta!
Inizio un po’ dopo Antonella perché ho approfittato di quei 5 giorni in più per fare l’ennesimo esame… dal 19 Febbraio in poi potrò dedicarmi con maggiore spensieratezza a questa nuova esperienza!
19 Febbraio 2007
Team A… da subito ho avuto il sentore, adesso ne ho la certezza, che quel team è stato quanto di meglio potesse capitarmi!
Il team più numeroso (eppure i nomi li ho memorizzati con un’insolita facilità!), quello più stimolante, quello più divertente e competente (non me ne vogliano gli altri…), quello più impegnato nonché il punto di riferimento dell’agenzia.
Che bella la mia postazione… ottima per chi ha voglia di imparare. Permette di cogliere le espressioni, i rumori, i volti di tutti (a parte Ivana, ma semplicemente perché lei scompare dietro al monitor!). E poi posso guardare fuori, la pioggia, il sole, le nuvole… mi sento al centro del mondo, nella giusta posizione per poter godere del fuori e del dentro, per non perdere il contatto con nessuna delle due dimensioni.
La prima settimana passa, tra incontri di benvenuto e presentazioni, fino a quando non arriva il primo lunedì: ore 15:00 Progress… eh?!?!?!?! Ma, in italiano, che vor dì (il romanesco è in onore di Paola).
Anna Dina mi rassicura: Oggi non capirai niente di quello che diremo ma è normale (pfiuuuuuuuuu!), vedrai che con il tempo, quando sarai dentro ai progetti, sarà tutto più chiaro!
E da quel giorno, in cui non ho capito assolutamente nulla, ad oggi quante cose sono cambiate!
Maggio 2007
Vi confesso (già vedo incupirsi le facce del Nutile e del Santoro!) che, ad oggi, il progress è il momento della settimana che preferisco, per varie ragioni:
a) Innanzi tutto perché adesso riesco a capire di che si parla;
b) in secondo luogo perché si inizia solo quando siamo tutti presenti;
c) e, soprattutto, perché quando si parla di Act Against Allergy, Cardarelli, Cooperazione, Infarto, MedSolve, Pagine Mediche e Policlinico Gemelli so, che in parte, si parla anche un po’ di me. Di me come risorsa del Team (e non solo come stagista di passaggio), di me come persona informata dei fatti e come parte di quel tutto.
Ed è per quei progress, per le pause caffè, per il momento del pranzo, per ogni istante in cui mi sono sentita parte di questa famiglia, e per tutti gli attimi che ho vissuto in vostra compagnia che vi dico GRAZIE.
Grazie ad Alessandra, l’esempio perfetto della femminilità, per la sua infinità generosità, per avermi accolta nel team A e per avermi costantemente rassicurata;
Grazie a Loredana, la mammina del team, per le sue attenzioni e le chiacchierate fatte ricordando il nostro Erasmus;
Grazie a Joe, l’esigente account australiano, per aver comunicato poco con le parole ma tanto con gli sguardi ed i sorrisi;
Grazie a Angelo, il giullare della compagnia, per i suoi: “brava” senza motivo, e per la sua tosse (perché quando avevo i miei mal di testa pensavo al tuo catarro e mi tranquillizzavo);
Grazie a Valter, il papà del team (Nutile, non voglio infierire con la storia dell’idraulico e del tecnico della tv ma…uahahahahah!), grazie al suo maglione arancione e alla sua voce rassicurante (anche quando i contenuti caricati non apparivano sul sito o quando si stizziva perchè non trovava le tabelle e le immagini da aggiungere – ma dove le vuoi trovare se non chiedi dove sono!?!?!?!?-);
Grazie a Gianni, il mio fidato ed insostituibile supporto tecnico, per le sue preziosi informazioni sulle abilitazioni, sui tag del Dreamweaver e per le sue magie (leggi anche pezzotti!) sulle anomalie del portale del Gemelli;
Grazie a Ivana, l’animo gentile del team, per la disarmante dolcezza della sua voce e dei suoi gesti, per essermi stata vicina ed aver raccolto le mie ansie. [ah, dimenticavo, grazie anche per health e biz e per il time sheet (!?!??!?!?)].
Grazie infine (dulcis in fundo… scusate la non imparzialità di questa scelta!) ad Anna Dina, la mia guida, mecenate della mia opera, punto di riferimento del mio agire, custode e confidente delle mie crisi, perché è suo il merito di tutto ciò che ho realizzato ed imparato in questa esperienza.
Un grazie sincero ed affezionato, anche a Michela (Michi, grazie ancora per le lentine, J) e a Gianluca, per avermi scelta qualche mese fa, per esser stati sempre disponibili e presenti nel mio percorso; grazie a Paola per il supporto morale e tecnico per AAA e Hp3; grazie a Francesco (piacere, mi chiamo Melania!), per le attivazioni dei comunicati stampa del Gemelli su Pagine Mediche (e anche per quelle volte che voleva boicottare le news sul Family Day perché mi ha fatto morire dalle risate!), grazie a Rossana, per le chiacchiere e per avermi sempre accompagnata a fare rifornimenti di caffeina, grazie ancora a Antonietta, Flaviana, ai gruppi fissi, quelli seduti ai soliti posti, ai soliti orari, per le solite pause caffé e thè; e grazie ancora a tutti coloro che ho solo incrociato e che non ho ben conosciuto, perché mi mancheranno anche loro.
E quel che più mi mancherà, dopo questi 3 mesi insieme sarà:
· il rumore dei tacchi di Alessandra, i suoi progress e il rumore di tutte le sue buste;
· il “Ma ti ho salutato? C’eri stamattina? Scusa oggi sono stonata” di Loredana;
· il “Joe speacking” e le sue interminabili conversazioni in inglese;
· il dialogare di Angelo con il monitor e le sue preghiere ai numeri dei report;
· il difendersi di Valter dai bacilli del Nutile ed i suoi suicidi con le sciabole immaginarie;
· il doppio tocco del bussare di Gianni (delicato, il suo, a differenza di quello del Nutile!) quando entra in stanza e il suo volto concentrato mentre gioca con Valter;
· Ivana, il suo giocherellare con la penna sul naso (o sul mento) quando si fa progress ed il suo correre a risolvere i problemi di tutti (nonché il suo modo di imitare la posizione da account!);
· Anna Dina! Lei, le sue mail, il suo modo di spiegarmi cosa fare, l’espressione cupa del suo viso quando è esasperata, la sua voce da bimba e le sue battute sul Nutile quando è serena. Il suo modo di digitare sulla tastiera, le milioni di finestre aperte sul suo desktop. La penna nera e quella verde, la bottiglietta dell’acqua con il tappo ancora mezzo attaccato al cerchietto di plastica. I suoi incoraggiamenti e le frasi del tipo: “Appena hai due minuti ci diciamo un paio di cose…”, “Questo lavoro vediamo come organizzarlo noi…”, “Questo lo pubblichiamo come comunicato anche su pagine mediche”, “Questo lavoro lo passo a te”, “La newsletter la prepari per prima che la devo mandare in approvazione”, “ Nella mia comune ci sono dei file per la mediateca”… e tanto altro!
(L’elenco puntato è per Anna Dina che mi dice sempre che è più elegante da usare!)
A conclusione di questo pseudo testamento mi auguro soltanto che, l’avervi fatto rivivere questi 3 mesi con i miei occhi, vi abbia trasmesso l’ammirazione che provo nei vostri riguardi, e che possa servire da testimonianza del vostro valore umano e professionale.
Io, per quel che mi riguarda, sono orgogliosa di avervi conosciuto e di aver lavorato al vostro fianco. Siete stati dei compagni d’avventura fantastici. A presto!
Con grande affetto…
Melania
venerdì 17 novembre 2006
I miei perché...
Un blog per raccontare...ciò che faccio,ciò che amo,ciò che sono,ciò che vorrei diventare!...Un blog per le emozioni dei miei 24 anni...un blog per descrivere le paure di una 24enne!...Un blog per riflettere sulla vita...un blog per vivere saggiamente!...Un blog per coltivare le mie passioni...un blog per appassionarmi alla vita!...Un blog per condividere idee...un blog arricchito di condivisione!...Un blog dove urlare la mia gioia...un blog per sussurrare la mia tristezza!





