<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315</atom:id><lastBuildDate>Tue, 10 Nov 2009 21:55:36 +0000</lastBuildDate><title>Melania De Luca</title><description>...You see things and say,"Why?" But I dream things that never were and I say,"Why not?"...</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Mel)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-3708404581106598427</guid><pubDate>Thu, 17 Sep 2009 21:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-18T00:49:03.346+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Linguistica e Retorica</category><title>... cRasi della vita!</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Crasi&lt;/span&gt;, dal greco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;kràsis - &lt;/span&gt;mistura, indica la contrazione di una vocale o di un dittongo alla fine di una parola con una vocale o un dittongo all'inizio della parola seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e cos'altro è una crasi se non un incontro tra due entità linguistiche distinte che, per puro accidente, si trovano ad essere una di seguito all'altra, ad avere elementi in comune, sovrapponibili al punto da confondersi... e fondersi!?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un incontro accidentale che genera un legame&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Niente di più semplice.&lt;br /&gt;Niente di più facile... ad esser fortunati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perchè di incontri accidentali ne avvengono a decine, quotidianamente... ma solo pochi riescono a generare una crasi.&lt;br /&gt;Due entità distinte che si incontrano, si somigliano e si fondono, mantenendo la loro natura ma acquistando, in parte, la natura dell'entità con la quale sono entrate in contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente di più pericoloso... perchè poi, si sa, accidenti di questo tipo generano incredibili &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ambaradan&lt;/span&gt; (crasi delle parole Amba Aradam)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;guai a considerarli solo "cRasi della Vita"&lt;/span&gt;!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-3708404581106598427?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2009/09/crasi-della-vita.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-3752357857141077083</guid><pubDate>Sun, 03 Aug 2008 09:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-03T11:09:36.174+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Pubblicità e Semiotica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Sadeviz</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Information Design Visualization</category><title>Professione Information Designer</title><description>&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;Information Designer come Progettista dell’Informazione &lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Trattandosi di una disciplina molto recente (l'information Design), solo ora si manifestata l'esigenza di costituire una vera e propria comunità di professionisti che, seppur provenienti da realtà formative diverse, si riconoscano in quanto progettisti dell'informazione.&lt;br /&gt;La necessità di una comunità scientifica di riferimento è dovuta anche all'attuale dispersione dei risultati delle ricerche che, se invece fossero condivisi da tutti coloro che operano all'interno dell'Information Design, arricchirebbero in modo ancora più consistente la disciplina stessa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La formazione dell'information designer è complessa e richiede professionalità scientifica, accuratezza, creatività e abilità teoriche e applicative.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'information designer, infatti, ha il compito di progettare pacchetti informativi che siano al contempo appetibili per l'utente e funzionali rispetto alle esigenze di quest'ultimo. Ciò significa che &lt;strong&gt;l'information designer non solo deve sviluppare una profonda competenza nella rappresentazione linguistica e visiva del testo, ma anche una particolare sensibilità a tutte le problematiche connesse al soddisfacimento delle aspettative della propria utenza.&lt;/strong&gt; Egli infatti deve guidare l'utente alla comprensione ed, eventualmente, all'apprendimento dell'oggetto da lui stesso elaborato, eseguendo, pertanto, un'operazione altamente sofisticata e complessa. Per fare ciò non è&lt;strong&gt; indispensabile che l'information designer&lt;/strong&gt; sia un esperto nel settore in cui è chiamato ad intervenire, ma piuttosto è necessario che &lt;strong&gt;disponga di una competenza mista con la quale sia in grado di gestire materiali diversi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In altre parole&lt;strong&gt; l'information designer è colui che sa fondere spirito creativo e capacità tecniche al fine di realizzare una progettazione dell'oggetto informativo che risulti rispettosa sia del destinatario che del contesto in cui quest'ultimo fruirà dell'oggetto&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Attualmente ogni esperto di comunicazione si trova a dover gestire una realtà particolarmente complessa, caratterizzata da un insieme sempre più articolato di interazioni comunicative: l'aumento della quantità e della varietà di informazioni da trattare, la crescente necessità di elaborare messaggi in lingue diverse e, di conseguenza, la capacità di rivolgersi a contesti culturali differenti.&lt;br /&gt;È pertanto evidente che l'information designer sia, ora più che mai, &lt;strong&gt;sollecitato a maturare un’articolata serie di abilità e soprattutto una solida base metodologica mediante la quale applicare efficacemente le conoscenze acquisite&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;In altre parole il disegnatore dell'informazione non solo deve &lt;strong&gt;essere competente nell'elaborare i contenuti e nel progettare la comunicazione, ma deve anche posizionarsi in maniera flessibile e dinamica nei confronti dei nuovi campi del sapere&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;In particolare, l'esperto di comunicazione &lt;strong&gt;deve acquisire conoscenze sempre più approfondite nell'ambito delle materie tecniche e scientifiche&lt;/strong&gt;, deve sì diventare esperto a un livello tecnico, così da poter capire come e quando utilizzare la tecnologia, ma anche parallelamente&lt;strong&gt; sviluppare una solida consapevolezza sul piano cognitivo&lt;/strong&gt;, necessaria per individuare le differenti possibilità comunicative in una varietà di differenti contesti e situazioni.&lt;br /&gt;Inoltre il comunicatore esperto deve possedere anche la capacità di realizzare un artefatto che faccia emergere gli elementi più durevoli nel tempo, così da controllare il processo di obsolescenza dell'oggetto informativo realizzato. Un artefatto che sia stato costruito secondo tali prerogative può essere compreso senza dare adito a fraintendimenti anche in assenza, momentaneamente, del contesto per cui era stato progettato. Ciò costituisce un grande valore aggiunto nell'organizzazione di un'informazione mirata a produrre conoscenza poiché spesso accade che la decontestualizzazione dell'informazione porta ad un'interpretazione scorretta, e quindi non funzionale, degli obiettivi conoscitivi. [...]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-3752357857141077083?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2008/08/professione-information-designer.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-2662386039824011481</guid><pubDate>Mon, 21 Apr 2008 17:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-14T16:26:54.443+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Pubblicità e Semiotica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Sadeviz</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Information Design Visualization</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Content Management</category><title>Sadeviz: Log-File Visualization</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Sadeviz&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;: Log-File Visualization&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sadeviz, &lt;/span&gt;acronimo per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sa&lt;/span&gt;lerno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De&lt;/span&gt;sign &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vi&lt;/span&gt;suali&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;z&lt;/span&gt;ation, è la prima parte del titolo della mia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tesi di laurea Specialistica in Comunicazione d'Impresa&lt;/span&gt; ottenuta, con immensa soddisfazione, nel mentre della mia assenza "bloggistica".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Log-file Visualization&lt;/span&gt; sta ad indicare, semplicemente, il contenuto del mio lavoro: la progettazione di un software per visualizzare i log-file.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua così la tradizione di questo blog che, dopo la &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/la-mia-tesi.html"&gt;tesi di laurea di primo livello&lt;/a&gt;, ospiterà anche il mio ultimo parto universitario. Ecco, per il momento, l'introduzione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grafica, design, comunicazione visiva, scienze cognitive, nuove tecnologie informatiche, e-marketing&lt;/span&gt;: questi sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuove tecniche di visualizzazione&lt;/span&gt; e scoprire i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuovi approcci di comunicazione&lt;/span&gt; sono solo alcuni degli obiettivi di chi fa, della comunicazione, la sua professione e di chi vede, nell’esser comunicativo, la sua essenza.&lt;br /&gt;Non basta solo saper ben parlare o ben saper cosa dire. È pur vero che ci sono delle regole, delle leggi scritte e, in ogni caso, condivise, che fanno del comunicare una vera e propria scienza, ma il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comunicare rimane pur sempre questione di istinto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SaDeViz: Log-file Visualization&lt;/span&gt; nasce a completamento di un percorso, fatto di esami e studi, di passione e  divertimento, di noia e ansia, un percorso che si conclude con pienezza, con la certezza di aver carpito quanto di meglio si potesse, con la convinzione che ora si è finalmente pronti ad iniziare a vivere gli insegnamenti appresi, desiderosi di andare in giro per il mondo e comunicare la propria rinascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicare con consapevolezza, alla luce di tutto ciò che la semiotica, la prossemica, la linguistica, la psicologia e la strategia insegna, alla luce di tutto ciò che, il vivere immersa nella comunicazione, ha lasciato nel carattere e nel vivere quotidiano.&lt;br /&gt;Con questo lavoro comincio a vivere da comunicatore, a comunicare nella vita, a vivere comunicando (e come si potrebbe altrimenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo lavoro si parlerà innanzi tutto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Information Design&lt;/span&gt;: cos’è, qual è l’oggetto che studia, chi sono coloro che se ne occupano, in quale ambiente nasce e a contatto con quali altre discipline vive. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Parte I, Capitoli I-III)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda parte del lavoro descrive diverse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tipologie di dati&lt;/span&gt; e le loro più comuni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;forme di visualizzazione&lt;/span&gt;: rappresentazioni lineari, rappresentazioni organizzate in forma reticolare o gerarchica, visualizzazioni per il web. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Parte II, Capitoli IV-VII)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella terza parte, per assecondare la profonda curiosità e la grande passione che nutro nei confronti di tutto ciò che riguarda il World Wide Web,  focalizzo la mia attenzione sui&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; log-file &lt;/span&gt;e sui diversi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;metodi di analisi ed interpretazione dei dati provenienti da Internet&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Parte III, Capitolo VII)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella quarta ed ultima parte descrivo il mio esperimento, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prototipo di un software&lt;/span&gt; che, tenendo conto di tutti gli accorgimenti raccolti in anni di studio, riesca a comunicare al meglio le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;informazioni ottenute dall'analisi dei log-file&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mio modo, ma solo uno dei tanti possibili, per rappresentare e visualizzare informazioni complesse&lt;/span&gt; a dimostrazione, metafora della vita, che da un intrico di dati, incomprensibile a primo acchito, indecifrabile e illeggibile anche al secondo, sia sempre possibile far emergere qualcosa di buono, interessante e comunicativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giusto metodo, alcuni semplici accorgimenti e le nuove tecnologie informatiche, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perché quello che è possibile pensare, oggi, diventa anche possibile realizzare&lt;/span&gt;.  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Parte IV, Capitolo VIII)&lt;/span&gt;"&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-2662386039824011481?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2008/04/sadeviz-log-file-visualization.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-557265482119558461</guid><pubDate>Sun, 23 Dec 2007 13:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:07:05.770+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Healthware</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>PHCG</category><title>Incontro PHCG Italia</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Nella suggestiva cornice di Borgo Scopeto (SI),&lt;br /&gt;venerdì 14 e sabato 15 Dicembre 2007,&lt;br /&gt;il gruppo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PHCG Italia&lt;/span&gt; si è riunito&lt;br /&gt;(per chi non lo sapesse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P&lt;/span&gt;ublicis &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;H&lt;/span&gt;ealthcare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C&lt;/span&gt;ommunication &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;G&lt;/span&gt;roup).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un incontro fortemente voluto:&lt;br /&gt;un modo per conoscersi, integrarsi, iniziare ad amarsi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Momenti per incominciare a pensare come ad &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un solo gruppo&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt; e ad agire in funzione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comuni obiettivi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I presupposti ci sono tutti...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in bocca al lupo PHCG&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9559123@N05/sets/72157600869964394/"&gt;questo set&lt;/a&gt; alcune delle foto della serata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-557265482119558461?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/12/incontro-phcg-italia.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-516785116555323243</guid><pubDate>Mon, 26 Nov 2007 22:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:08:29.272+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Healthware</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>PHCG</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Content Management</category><title>Professione Content Manager...</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Content Manager&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;ecco una bella definizione presa in prestito dal sito &lt;a href="http://www.evectors.it/"&gt;www.evectors.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Content Manager si occupa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scrivere, sviluppare, gestire e pubblicare i contenuti di un sito&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la produzione di contenuti informativi originali è alta, si costituisce un team di lavoro di tipo redazionale al cui vertice generalmente si trova un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;copy writer&lt;/span&gt;, un giornalista o comunque un professionista della comunicazione professionale.&lt;br /&gt;Trasferire le proprie competenze sul web diventa immediato ed il controllo sul prodotto finito è spesso superiore alle procedure tradizionali (ad esempio di un giornale cartaceo). Nell'esemplificativa gerarchia redazionale, sotto di lui stanno altri livelli di editor con privilegi di accesso editoriale più limitati.&lt;br /&gt;È normale far partecipare alla redazione del sito appartenenti all'organizzazione competenti nel proprio settore (i veri produttori di contenuto) privi di competenze specifiche nella comunicazione, calibrandone il privilegio d'accesso editoriale. &lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Content Manager solitamente partecipa al progetto complessivo del sito e alla definizione dei suoi obiettivi, alla stesura del piano editoriale e di organizzazione redazionale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La sua consulenza può finire con l'impostazione complessiva del sistema e con del training di massima agli incaricati della produzione dei contenuti dal titolare del sito, che possono essere risorse interne (marketing, commerciali, ecc.) o esterne (agenzie di PR e di comunicazione la cui collaborazione è già avviata). &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Di qualunque estrazione sia, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Content Manager&lt;/span&gt; si occupa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produrre e pubblicare contenuti&lt;/span&gt; (testi, immagini, tabelle, files) con gli strumenti wizzy (what you see is what you get), organizza le aggregazioni di unità informative del sito ed assegna i privilegi di accesso editoriale su misura per gli altri componenti del gruppo di lavoro.&lt;br /&gt;Può produrre personalmente l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ottimizzazione delle immagini legate alla singola unità informativa&lt;/span&gt; o coordinare i tecnici a disposizione.&lt;br /&gt;Dal momento in cui un nuovo contenuto (testo o file multimediale) è a disposizione sul computer dell’Editor a quello della sua pubblicazione passa solamente il tempo necessario a caricarlo sul server con il browser.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La Table of Contents, sempre visibile all’utente, viene aggiornata automaticamente ad ogni modifica. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fa parte della gerarchia redazionale di organizzazione dei contenuti, e può dover definire dei piani editoriali, gestire i flussi di contenuti puntuali e la loro strutturazione&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div id="caratteristiche"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Competenze&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;- professionalità nella produzione di contenuti pubblici&lt;br /&gt;- capacità informatiche di base&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Responsabilità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;- stesura di un progetto editoriale&lt;br /&gt;- cadenzamento, puntualità ed efficacia dei contenuti prodotti&lt;br /&gt;- ricerca, analisi e gestione di informazioni provenienti da fonti esterne&lt;br /&gt;- coordinamento della redazione e controllo dei contenuti prodotti&lt;br /&gt;- pianificazione della produzione e pubblicazione dei contenuti&lt;/div&gt;&lt;p&gt;--------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A proposito del Content management &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wikipedia&lt;/span&gt; così recita:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Con il termine &lt;b&gt;Content management&lt;/b&gt; si indica una serie di processi e tecnologie a supporto del ciclo di vita evolutivo dell'informazione digitale (&lt;i&gt;content&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;digital content&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale ciclo di vita comprende essenzialmente sei passi:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;Creazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aggiornamento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pubblicazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Traduzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Archiviazione e utilizzo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Content management&lt;/span&gt; è un processo collaborativo nel senso più stretto del termine.&lt;br /&gt;La creazione del contenuto viene effettuata da una o più persone, ma la comunità partecipa al suo aggiornamento (formale e sostanziale) fino alla pubblicazione definitiva, dopo la quale può iniziare una fase di aggiornamento la cui durata può anche non essere limitata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il processo di aggiornamento si basa sui seguenti ruoli e privilegi base:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Autore principale&lt;/b&gt; - responsabile della creazione del contenuto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Curatore&lt;/b&gt; (o autore secondario) - responsabile dell'aspetto formale del contenuto (stile, rappresentazione) per garantirne l'uniformità e la diffusione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Editore&lt;/b&gt; - responsabile della diffusione e dell'utilizzo del contenuto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Amministratore&lt;/b&gt; - responsabile della gestione delle versioni del contenuto negli archivi e nei sistemi di diffusione (Content Management System).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Un aspetto critico del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Content management&lt;/span&gt; è la capacità di gestire le versioni del contenuto durante la sua evoluzione. Gli &lt;i&gt;autori&lt;/i&gt; e i &lt;i&gt;curatori&lt;/i&gt; spesso hanno necessità di ripristinare vecchie versioni del contenuto in conseguenza di errori del processo di evoluzione o di errati aggiornamenti."&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-516785116555323243?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/11/professione-content-manager.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-710304681716034992</guid><pubDate>Mon, 26 Nov 2007 22:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:09:24.695+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Healthware</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>PHCG</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Content Management</category><title>Dulcofibre.it</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Da domenica 25 Novembre è on line in sito &lt;a href="http://www.dulcofibre.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;www.dulcofibre.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ,&lt;br /&gt;il nuovo nato in casa &lt;a href="http://healthware.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Healthware&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;In bocca al lupo a questa creatura allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.dulcofibre.it/"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/R0tFCIJDmoI/AAAAAAAAADs/IuGNu-4oJ2k/s320/header_logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137275702793706114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-710304681716034992?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/11/da-domenica-25-novembre-on-line-in-sito.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/R0tFCIJDmoI/AAAAAAAAADs/IuGNu-4oJ2k/s72-c/header_logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-3499268484217599580</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 00:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:10:35.002+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Foto</category><title>Paesaggi della Sardegna</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Dopo quasi due mesi di assenza ritorno finalmente ad aggiornare questo blog.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ecco a voi una selezione delle splendide spiagge che ho visto quest'estate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;Vi lascio solo pochi scatti, i più rappresentativi, per farvi assaporare la bellezza di Cagliari e dintorni! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4yQuS4qI/AAAAAAAAAB8/y0SfAHf2xC8/s1600-h/DSCN0413.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118755256361214626" style="" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4yQuS4qI/AAAAAAAAAB8/y0SfAHf2xC8/s320/DSCN0413.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4ywuS4rI/AAAAAAAAACE/qfZv4lqJZtY/s1600-h/IMGP6242b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118755264951149234" style="" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4ywuS4rI/AAAAAAAAACE/qfZv4lqJZtY/s320/IMGP6242b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4zAuS4sI/AAAAAAAAACM/yQdVp4dr7Co/s1600-h/IMGP6237.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118755269246116546" style="" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4zAuS4sI/AAAAAAAAACM/yQdVp4dr7Co/s320/IMGP6237.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4zguS4tI/AAAAAAAAACU/hxQFVehUURw/s1600-h/IMGP6325bbb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118755277836051154" style="" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4zguS4tI/AAAAAAAAACU/hxQFVehUURw/s320/IMGP6325bbb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl40AuS4uI/AAAAAAAAACc/gBKTrGEMzPA/s1600-h/IMGP6702.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118755286425985762" style="" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl40AuS4uI/AAAAAAAAACc/gBKTrGEMzPA/s320/IMGP6702.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7pQuS4vI/AAAAAAAAACk/ehzN6q9NVKI/s1600-h/IMGP6817b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118758400277275378" style="" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7pQuS4vI/AAAAAAAAACk/ehzN6q9NVKI/s320/IMGP6817b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7pwuS4wI/AAAAAAAAACs/Fwv6ZHmdMlg/s1600-h/IMGP6879bb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118758408867209986" style="" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7pwuS4wI/AAAAAAAAACs/Fwv6ZHmdMlg/s320/IMGP6879bb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7qQuS4xI/AAAAAAAAAC0/3NM98MpFdAU/s1600-h/IMGP6903b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118758417457144594" style="" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7qQuS4xI/AAAAAAAAAC0/3NM98MpFdAU/s320/IMGP6903b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7qwuS4yI/AAAAAAAAAC8/6OlHG-2E6B8/s1600-h/IMGP6959b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118758426047079202" style="" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl7qwuS4yI/AAAAAAAAAC8/6OlHG-2E6B8/s320/IMGP6959b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_FguS43I/AAAAAAAAADk/GhNrBKnp3go/s1600-h/IMGP6591.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118762184143463282" style="" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_FguS43I/AAAAAAAAADk/GhNrBKnp3go/s320/IMGP6591.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EAuS4zI/AAAAAAAAADE/WZ1D8j0iw9s/s1600-h/IMGP6527.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118762158373659442" style="" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EAuS4zI/AAAAAAAAADE/WZ1D8j0iw9s/s320/IMGP6527.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_FQuS42I/AAAAAAAAADc/6cBCXz9xoxk/s1600-h/IMGP6579.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118762179848495970" style="" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_FQuS42I/AAAAAAAAADc/6cBCXz9xoxk/s320/IMGP6579.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EQuS40I/AAAAAAAAADM/ZIjLbm5gmo0/s1600-h/IMGP6530.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118762162668626754" style="" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EQuS40I/AAAAAAAAADM/ZIjLbm5gmo0/s320/IMGP6530.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EwuS41I/AAAAAAAAADU/YyNspSWZdV8/s1600-h/IMGP6572.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118762171258561362" style="" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl_EwuS41I/AAAAAAAAADU/YyNspSWZdV8/s320/IMGP6572.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-3499268484217599580?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/10/paesaggi-della-sardegna.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rwl4yQuS4qI/AAAAAAAAAB8/y0SfAHf2xC8/s72-c/DSCN0413.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-63867958348870594</guid><pubDate>Sun, 22 Jul 2007 12:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-22T15:25:37.437+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Associazione Salerno Giovani</category><title>I Tyndra a L'Altra Movida</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Il primo sabato de &lt;strong&gt;L'&lt;em&gt;Altra&lt;/em&gt; Movida&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;(manifestazione organizzata dall'&lt;strong&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/strong&gt; con il patrocinio del &lt;strong&gt;Comune di Salerno&lt;/strong&gt;)&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ha visto esibirsi il gruppo partenopeo dei &lt;strong&gt;Tyndra &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;(&lt;strong&gt;Agostino Carbone&lt;/strong&gt; al basso, &lt;strong&gt;Nicola Cozzolino&lt;/strong&gt; alla batteria, &lt;strong&gt;Francesco La Barbera&lt;/strong&gt; alla chitarra).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata è stata un successo, non solo grazie all'ottima musica dei &lt;strong&gt;Tyndra&lt;/strong&gt; ma anche grazie anche alla preziosa collaborazione dei &lt;strong&gt;locali della Rotonda&lt;/strong&gt; che hanno &lt;strong&gt;offerto cocktail analcolici&lt;/strong&gt; per promuovere l'abitudine al &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;sano divertimento&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;all'uso consapevole dell'alcool&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la serata sono stati inoltre distibuiti &lt;strong&gt;gadget &lt;/strong&gt;e sono stati raccolti &lt;strong&gt;indirizzi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;e-mail&lt;/strong&gt; tra il pubblico per dar modo, all'&lt;strong&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/strong&gt;, di far conoscere le tante iniziative e di farsi conoscere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito qualche foto del concerto e dello staff.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stasera... &lt;strong&gt;L'Altra Movida continua&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMoow71zI/AAAAAAAAAAU/vUTnO2FwLEI/s1600-h/IMGP5906.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNYUow719I/AAAAAAAAABk/ikan3CcUrv8/s1600-h/IMGP5907.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNZQ4w71_I/AAAAAAAAAB0/BB-MZjtsKIA/s1600-h/IMGP5907.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090010150509205490" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNZQ4w71_I/AAAAAAAAAB0/BB-MZjtsKIA/s320/IMGP5907.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNZQow71-I/AAAAAAAAABs/clG3FzVUBUQ/s1600-h/IMGP5906.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090010146214238178" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNZQow71-I/AAAAAAAAABs/clG3FzVUBUQ/s320/IMGP5906.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMqYw712I/AAAAAAAAAAs/FxE2nZ8zFzA/s1600-h/IMGP5877.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089996294944708450" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMqYw712I/AAAAAAAAAAs/FxE2nZ8zFzA/s320/IMGP5877.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMpow711I/AAAAAAAAAAk/oDfmIdbucwo/s1600-h/IMGP5902.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089996282059806546" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMpow711I/AAAAAAAAAAk/oDfmIdbucwo/s320/IMGP5902.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMrYw713I/AAAAAAAAAA0/SgAxqXEoA6I/s1600-h/IMGP5944.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089996312124577650" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNMrYw713I/AAAAAAAAAA0/SgAxqXEoA6I/s320/IMGP5944.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQR4w714I/AAAAAAAAAA8/-UUCkXM9s24/s1600-h/IMGP5924.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090000272084424578" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQR4w714I/AAAAAAAAAA8/-UUCkXM9s24/s320/IMGP5924.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQUow715I/AAAAAAAAABE/KQPUMqoq2kM/s1600-h/IMGP5934.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090000319329064850" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQUow715I/AAAAAAAAABE/KQPUMqoq2kM/s320/IMGP5934.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQYow717I/AAAAAAAAABU/gR_JaESc4fY/s1600-h/IMGP5942.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090000388048541618" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQYow717I/AAAAAAAAABU/gR_JaESc4fY/s320/IMGP5942.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQWow716I/AAAAAAAAABM/cfymp2U3iaQ/s1600-h/IMGP5941.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090000353688803234" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQWow716I/AAAAAAAAABM/cfymp2U3iaQ/s320/IMGP5941.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQb4w718I/AAAAAAAAABc/9r9DFBr5nEY/s1600-h/IMGP5943.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090000443883116482" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNQb4w718I/AAAAAAAAABc/9r9DFBr5nEY/s320/IMGP5943.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-63867958348870594?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/07/i-tyndra-laltra-movida.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/RqNZQ4w71_I/AAAAAAAAAB0/BB-MZjtsKIA/s72-c/IMGP5907.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-7994965049515891254</guid><pubDate>Fri, 20 Jul 2007 18:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-20T20:21:51.853+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Associazione Salerno Giovani</category><title>Il primo week-end dell'Altra Movida</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Il primo week-end dell'Altra Movida&lt;br /&gt;Sabato 21 e Domenica 22 Luglio dalle ore 22.00 alle 24.00&lt;br /&gt;in piazza Flavio Gioia (la Rotonda)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;strong&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/strong&gt;, con il patrocinio del &lt;strong&gt;Comune di Salerno&lt;/strong&gt;, presenta la rassegna “&lt;strong&gt;L’&lt;em&gt;altra&lt;/em&gt; movida&lt;/strong&gt;”- eventi live nel centro storico, in piazza Flavio Gioia (la rotonda) &lt;strong&gt;sabato 21 e domenica 22 Luglio dalle ore 22.00 alle 24.00&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabato 21&lt;/strong&gt; i &lt;strong&gt;Tyndra&lt;/strong&gt;, trio musicale composto da &lt;strong&gt;Francesco La Barbera&lt;/strong&gt; alla chitarra, &lt;strong&gt;Agostino Carbone&lt;/strong&gt; al basso e &lt;strong&gt;Nicola Cozzolino&lt;/strong&gt; alla batteria, ai quali si aggiungerà, per l'occasione, &lt;strong&gt;Francesco Spinosa&lt;/strong&gt;, chitarrista special guest della serata, allieteranno gli astanti con &lt;strong&gt;improvvisazioni jazz e fusion&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenica 22&lt;/strong&gt; la compagnia teatrale dell’associazione “&lt;strong&gt;Il Proscenio&lt;/strong&gt;” presenterà la commedia esilarante “&lt;strong&gt;Francesca da Rimini ovvero Pulcinella e i suoi guitti&lt;/strong&gt;”, testo di Edoardo Scarpetta “rielaborato” da Claudio Collano.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;La rassegna, giunta alla sua seconda edizione, intende proporre un modo sano, intelligente e responsabile di concepire il “by night”.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;strong&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/strong&gt; ringrazia per la cortese partecipazione i bar della Rotonda (&lt;strong&gt;Caffè La Rotonda, Clipper, Flavio Gioia american bar, Why not?&lt;/strong&gt;) che, nel corso della manifestazione, &lt;strong&gt;offriranno cocktail&lt;/strong&gt; rigorosamente &lt;strong&gt;analcolici&lt;/strong&gt; a tutti gli avventori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La rassegna proseguirà il 28 e 29 luglio, ore 22.00&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-7994965049515891254?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/07/il-primo-week-end-dellaltra-movida.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-7792062400861471201</guid><pubDate>Sun, 08 Jul 2007 20:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-18T01:45:18.578+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Associazione Salerno Giovani</category><title>L'Altra Movida ritorna a Salerno</title><description>&lt;div align="center"&gt;Dopo gli splendidi risultati dell'edizione 2006,&lt;br /&gt;l'&lt;strong&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/strong&gt; replica la fortunata manifestazione&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'&lt;em&gt;Altra&lt;/em&gt; Movida&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concerti di musica e spettacoli di danza e teatro allieteranno, anche quest'estate,&lt;br /&gt;le vie del centro di &lt;strong&gt;Salerno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento dunque per gli ultimi due week-end di Luglio&lt;br /&gt;(&lt;strong&gt;21-22 e 28-29 Luglio 2007&lt;/strong&gt;),&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;in P.zza Flavio Gioia&lt;/strong&gt; (meglio conosciuta come la Rotonda),&lt;br /&gt;dalle &lt;strong&gt;22.00 alle 24.00&lt;/strong&gt;,&lt;br /&gt;per trascorre insieme due ore di sano divertimento. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Per maggiori info &lt;a href="http://www.salernocittadeicreativi.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;amp;amp;id=282&amp;amp;Itemid=29"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-7792062400861471201?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/07/laltra-movida-ritorna-salerno.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-2737881034311629580</guid><pubDate>Mon, 18 Jun 2007 19:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:11:18.411+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><title>PUBBLICATOOOOO!!!</title><description>Finalmente, dopo telefonate, mail e scongiuri... siamo state pubblicate anche noi!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il link del nostro lavoro!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo strano mestiere di "vendere" notizie. Tracce sparse di news marketing"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.dise.unisa.it/quaderni_pubblicati_dal_dipartimento.php"&gt;http://www.dise.unisa.it/quaderni_pubblicati_dal_dipartimento.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baciiiiii&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-2737881034311629580?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/06/pubblicatooooo.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-3133875350497272272</guid><pubDate>Fri, 15 Jun 2007 09:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-23T15:10:00.219+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Healthware</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>PHCG</category><title>Per il team A</title><description>Ecco a voi la breve lettera di saluti che ho scritto, al termine del mio stage formativo, per ringraziare la &lt;strong&gt;Healthware,&lt;/strong&gt; ed in special modo il &lt;strong&gt;TEAM A, &lt;/strong&gt;dei 3 splendidi mesi passati in loro compagnia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La condivido anche con tutti voi!!!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dicembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non faceva freddissimo quel giorno ma nel salire le scale qualche brivido l’ho sentito. Ottima l’impressione iniziale… grandi spazi, tanta luce, colori chiari e arredamento minimalista, in pieno accordo con il mio stile e con i dettami dell’ergonomia. Mi faccio spazio tra gli addobbi e gli imballi di carta che li contengono…trovo una sedia accanto ad un tavolino coperti entrambi (sedia e tavolino) da rametti pronti ad essere spillati alle pareti. Mi siedo, due chiacchiere con Antonella, uno sguardo veloce alla stanza ( macchinetta del caffè… meno maleeeeee… addirittura frigorifero e forno a microonde…questo ambiente l’avevo immaginato studiando l’organizzazione giapponese/americana e le teorie della spirale della conoscenza di Nonaka… ma non credevo esistesse una realtà così giovane e dinamica a Salerno)… siamo capitate in un giorno un po’ turbolento: Natale era nell’aria e fervevano i preparativi: Antonietta (non sapevo il suo nome ma ricordo che la notai perché era vestita con degli abbinamenti di verde - e il verde è uno dei miei colori preferiti- ) era impegnata con l’albero e le decorazioni, Flaviana era occupata ad impacchettare buste e opuscoli (l’espressione del suo viso non era granché sorridente… sfido io, a impacchettare tutta quella roba… fogli bianchi tenuti da graffette, libricini, indirizzi e talloncini adesivi).&lt;br /&gt;Un’occhiata veloce alle mie “concorrenti” e poi arriva Gianluca, riconosco la voce che avevo già sentito a telefono il giorno prima (ero in giro di ricognizione per capire dov’era la sede e, dopo l’ennesima strada senza uscita, mi ero decisa a chiamare e chiedere informazioni!) e dopo i primi momenti di disorientamento (quelli che si hanno nei momenti in cui si deve associare un volto ad una voce) ecco che si comincia! Ci contiamo ma c’è qualcosa che non va… o qualcuno ha dichiarato il falso sul proprio genere sessuale… o c’è una donna in più.&lt;br /&gt;Ovviamente (perché il buongiorno si vede dal mattino…) il mio C.V.non era mai arrivato alla Healthware. UFFFFFFFFFFF!&lt;br /&gt;Tralascio di riportare quello che mi è balenato in testa in quell’istante (il timore di venir considerata un’imbucata di stramacchio mi metteva in un imbarazzooooooo )…! Fortuna che mi ero premunita di tutti i fogli che potevano servirmi (copia del C.V., copia di Celiaqui, copia del piano di info-comunicazione per la centrale del latte, etc.)!&lt;br /&gt;Consegno la copia del curriculum e Gianluca inizia l’appello. Ci vediamo una alla volta, in ordine alfabetico, nella sala meeting 1.&lt;br /&gt;Ok, perfetto… non mi scompongo più di tanto, sarò una delle prime, il mio cognome comincia per “D”!&lt;br /&gt;Sono stata l’ULTIMA, contro ogni regola della probabilità, gli altri “concorrenti” avevano cognomi che andavano da A a DELO…(e che sfiga!).&lt;br /&gt;Ne approfitto per osservare ancora un po’ il posto (Flaviana è sempre più alienata nell’impacchettamento!!!).&lt;br /&gt;L’atmosfera incomincia a diventare familiare e mi inizio a rilassare fino a quando Antonella esce, dopo una mezz’oretta di colloquio e, appena a portata di udito, mi dice:“mi hanno fatto parlare in inglese!”&lt;br /&gt;QUE?!?! QUOI?!?! COSA?!?!?!&lt;br /&gt;Altro che familiarità… lì è il panico! Ma io parlo francese e spagnolo!!!&lt;br /&gt;Inizio a bersagliare Antonella: che ti hanno chiesto? E tu come hai risposto? Come si coniuga il verbo essere al passato! Marò ho un vuoto…. Ripetimi pure il presente e il futuro dato che ci sei! No, no, se devo fare queste figure io me ne vado… non lo voglio fare ‘sto colloquio! Antonè, come si traduce “completo ed esauriente”?&lt;br /&gt;Completo ed esauriente?!?!? A pensarci adesso mi viene da ridere! A momenti non ricordo neppure come si dice grazie in inglese…e me ne esco con “completo ed esauriente”!&lt;br /&gt;Da quel momento, fino al mio ingresso nella mitica meeting 1 il tempo vola tra regole di fonetica e di grammatica inglese… tanto impegno ma poche speranze!&lt;br /&gt;Arriva così il mio turno,”completo ed esauriente” (erano aggettivi per descrivere come avevo trovato il sito web aziendale) era diventato semplicemente “interessante”. Non c’era più tempo, era arrivato il mio momento e, come un condannato rassegnato alla pena, mi avvio, rassegnata alla mia figura barbina, seguendo il Bertone!&lt;br /&gt;Rivedo il dott. Di Filippo (che avevo conosciuto poco prima in rest. area), faccio la conoscenza di Michela, (il mio primo pensiero è stato “ma quanti anni avrà, sembriamo coetanee ed è già responsabile del reclutamento degli stagisti… beata lei!).&lt;br /&gt;Inizio a parlare di me, della mia esperienza Erasmus (Gianluca sembra particolarmente interessato a quest’argomento!), delle cose che ho appreso all’estero e delle lingue che parlo (a questo punto lo dico che l’inglese lo mastico, ma poi lo risputo sgrammaticato -almeno così li preparo-), parlo del mio amore per la fotografia, dei miei studi, del progetto Celiaqui , e di molto altro.&lt;br /&gt;La prima parte del colloquio termina e ci ritroviamo, tutte insieme, per un’ulteriore “prova”.&lt;br /&gt;Il compito assegnatoci è: creare qualcosa! Decido allora di abbozzare un lavoro di ergonomia cognitiva e di usabilità di un sito e consegno il blocco!&lt;br /&gt;Abbiamo terminato… &lt;strong&gt;CI FARANNO SAPERE&lt;/strong&gt;!&lt;br /&gt;E mentre Flaviana ci scheda nel cervellone automatico io ripenso alla giornata… faccio il pieno di odori e colori, saluto e chiudo la porta alle mie spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… Università… vita quotidiana…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gennaio 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una telefonata… il mitico Antonio Di Filippo “è lieto di comunicarmi che la Healthware ha scelto il mio profilo per iniziare un periodo di stage”.&lt;br /&gt;Da definire rimangono solo le date e da risolvere solo scartoffie burocratiche tra azienda e università ma l’entusiasmo è tanto e il resto non conta!&lt;br /&gt;Inizio un po’ dopo Antonella perché ho approfittato di quei 5 giorni in più per fare l’ennesimo esame… dal 19 Febbraio in poi potrò dedicarmi con maggiore spensieratezza a questa nuova esperienza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;19 Febbraio 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Team A… da subito ho avuto il sentore, adesso ne ho la certezza, che quel team è stato quanto di meglio potesse capitarmi!&lt;br /&gt;Il team più numeroso (eppure i nomi li ho memorizzati con un’insolita facilità!), quello più stimolante, quello più divertente e competente (non me ne vogliano gli altri…), quello più impegnato nonché il punto di riferimento dell’agenzia.&lt;br /&gt;Che bella la mia postazione… ottima per chi ha voglia di imparare. Permette di cogliere le espressioni, i rumori, i volti di tutti (a parte Ivana, ma semplicemente perché lei scompare dietro al monitor!). E poi posso guardare fuori, la pioggia, il sole, le nuvole… mi sento al centro del mondo, nella giusta posizione per poter godere del fuori e del dentro, per non perdere il contatto con nessuna delle due dimensioni.&lt;br /&gt;La prima settimana passa, tra incontri di benvenuto e presentazioni, fino a quando non arriva il primo lunedì: ore 15:00 Progress… eh?!?!?!?! Ma, in italiano, che vor dì (il romanesco è in onore di Paola).&lt;br /&gt;Anna Dina mi rassicura: Oggi non capirai niente di quello che diremo ma è normale (pfiuuuuuuuuu!), vedrai che con il tempo, quando sarai dentro ai progetti, sarà tutto più chiaro!&lt;br /&gt;E da quel giorno, in cui non ho capito assolutamente nulla, ad oggi quante cose sono cambiate!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Maggio 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi confesso (già vedo incupirsi le facce del Nutile e del Santoro!) che, ad oggi, il progress è il momento della settimana che preferisco, per varie ragioni:&lt;br /&gt;a) Innanzi tutto perché adesso riesco a capire di che si parla;&lt;br /&gt;b) in secondo luogo perché si inizia solo quando siamo tutti presenti;&lt;br /&gt;c) e, soprattutto, perché quando si parla di Act Against Allergy, Cardarelli, Cooperazione, Infarto, MedSolve, Pagine Mediche e Policlinico Gemelli so, che in parte, si parla anche un po’ di me. Di me come risorsa del Team (e non solo come stagista di passaggio), di me come persona informata dei fatti e come parte di quel tutto.&lt;br /&gt;Ed è per quei progress, per le pause caffè, per il momento del pranzo, per ogni istante in cui mi sono sentita parte di questa famiglia, e per tutti gli attimi che ho vissuto in vostra compagnia che vi dico &lt;strong&gt;GRAZIE&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie ad &lt;strong&gt;Alessandra&lt;/strong&gt;, l’esempio perfetto della femminilità, per la sua infinità generosità, per avermi accolta nel team A e per avermi costantemente rassicurata;&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Loredana&lt;/strong&gt;, la mammina del team, per le sue attenzioni e le chiacchierate fatte ricordando il nostro Erasmus;&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Joe&lt;/strong&gt;, l’esigente account australiano, per aver comunicato poco con le parole ma tanto con gli sguardi ed i sorrisi;&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Angelo&lt;/strong&gt;, il giullare della compagnia, per i suoi: “brava” senza motivo, e per la sua tosse (perché quando avevo i miei mal di testa pensavo al tuo catarro e mi tranquillizzavo);&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Valter&lt;/strong&gt;, il papà del team (Nutile, non voglio infierire con la storia dell’idraulico e del tecnico della tv ma…uahahahahah!), grazie al suo maglione arancione e alla sua voce rassicurante (anche quando i contenuti caricati non apparivano sul sito o quando si stizziva perchè non trovava le tabelle e le immagini da aggiungere – ma dove le vuoi trovare se non chiedi dove sono!?!?!?!?-);&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Gianni&lt;/strong&gt;, il mio fidato ed insostituibile supporto tecnico, per le sue preziosi informazioni sulle abilitazioni, sui tag del Dreamweaver e per le sue magie (leggi anche pezzotti!) sulle anomalie del portale del Gemelli;&lt;br /&gt;Grazie a &lt;strong&gt;Ivana&lt;/strong&gt;, l’animo gentile del team, per la disarmante dolcezza della sua voce e dei suoi gesti, per essermi stata vicina ed aver raccolto le mie ansie. [ah, dimenticavo, grazie anche per health e biz e per il time sheet (!?!??!?!?)].&lt;br /&gt;Grazie infine (dulcis in fundo… scusate la non imparzialità di questa scelta!) ad &lt;strong&gt;Anna Dina&lt;/strong&gt;, la mia guida, mecenate della mia opera, punto di riferimento del mio agire, custode e confidente delle mie crisi, perché è suo il merito di tutto ciò che ho realizzato ed imparato in questa esperienza.&lt;br /&gt;Un grazie sincero ed affezionato, anche a &lt;strong&gt;Michela&lt;/strong&gt; (Michi, grazie ancora per le lentine, J) e a &lt;strong&gt;Gianluca&lt;/strong&gt;, per avermi scelta qualche mese fa, per esser stati sempre disponibili e presenti nel mio percorso; grazie a &lt;strong&gt;Paola&lt;/strong&gt; per il supporto morale e tecnico per AAA e Hp3; grazie a &lt;strong&gt;Francesco&lt;/strong&gt; (piacere, mi chiamo Melania!), per le attivazioni dei comunicati stampa del Gemelli su Pagine Mediche (e anche per quelle volte che voleva boicottare le news sul Family Day perché mi ha fatto morire dalle risate!), grazie a &lt;strong&gt;Rossana&lt;/strong&gt;, per le chiacchiere e per avermi sempre accompagnata a fare rifornimenti di caffeina, grazie ancora a &lt;strong&gt;Antonietta&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Flaviana&lt;/strong&gt;, ai gruppi fissi, quelli seduti ai soliti posti, ai soliti orari, per le solite pause caffé e thè; e grazie ancora a tutti coloro che ho solo incrociato e che non ho ben conosciuto, perché mi mancheranno anche loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quel che più mi mancherà, dopo questi 3 mesi insieme sarà:&lt;br /&gt;· il rumore dei tacchi di &lt;strong&gt;Alessandra&lt;/strong&gt;, i suoi progress e il rumore di tutte le sue buste;&lt;br /&gt;· il “Ma ti ho salutato? C’eri stamattina? Scusa oggi sono stonata” di &lt;strong&gt;Loredana&lt;/strong&gt;;&lt;br /&gt;· il “&lt;strong&gt;Joe&lt;/strong&gt; speacking” e le sue interminabili conversazioni in inglese;&lt;br /&gt;· il dialogare di &lt;strong&gt;Angelo&lt;/strong&gt; con il monitor e le sue preghiere ai numeri dei report;&lt;br /&gt;· il difendersi di &lt;strong&gt;Valter&lt;/strong&gt; dai bacilli del Nutile ed i suoi suicidi con le sciabole immaginarie;&lt;br /&gt;· il doppio tocco del bussare di &lt;strong&gt;Gianni&lt;/strong&gt; (delicato, il suo, a differenza di quello del Nutile!) quando entra in stanza e il suo volto concentrato mentre gioca con Valter;&lt;br /&gt;· &lt;strong&gt;Ivana&lt;/strong&gt;, il suo giocherellare con la penna sul naso (o sul mento) quando si fa progress ed il suo correre a risolvere i problemi di tutti (nonché il suo modo di imitare la posizione da account!);&lt;br /&gt;· &lt;strong&gt;Anna Dina&lt;/strong&gt;! Lei, le sue mail, il suo modo di spiegarmi cosa fare, l’espressione cupa del suo viso quando è esasperata, la sua voce da bimba e le sue battute sul Nutile quando è serena. Il suo modo di digitare sulla tastiera, le milioni di finestre aperte sul suo desktop. La penna nera e quella verde, la bottiglietta dell’acqua con il tappo ancora mezzo attaccato al cerchietto di plastica. I suoi incoraggiamenti e le frasi del tipo: “Appena hai due minuti ci diciamo un paio di cose…”, “Questo lavoro vediamo come organizzarlo noi…”, “Questo lo pubblichiamo come comunicato anche su pagine mediche”, “Questo lavoro lo passo a te”, “La newsletter la prepari per prima che la devo mandare in approvazione”, “ Nella mia comune ci sono dei file per la mediateca”… e tanto altro!&lt;br /&gt;(L’elenco puntato è per Anna Dina che mi dice sempre che è più elegante da usare!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conclusione di questo pseudo testamento mi auguro soltanto che, l’avervi fatto rivivere questi 3 mesi con i miei occhi, vi abbia trasmesso l’ammirazione che provo nei vostri riguardi, e che possa servire da testimonianza del vostro valore umano e professionale.&lt;br /&gt;Io, per quel che mi riguarda, sono orgogliosa di avervi conosciuto e di aver lavorato al vostro fianco. Siete stati dei compagni d’avventura fantastici. A presto!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con grande affetto…&lt;br /&gt;Melania&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-3133875350497272272?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/06/per-il-team.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-8723953064470938958</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2007 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-18T21:57:17.388+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><title>IL PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO</title><description>A cura di Arminante Antonella, Carfora Rachele, De Luca Melania, Gualtieri Teresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. INTRODUZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di cambiamento che negli ultimi anni ha caratterizzato il settore pubblico nei diversi paesi industrializzati ha avuto come elemento di fondo la progressiva riduzione dell’intervento pubblico nell’economia e la crisi del sistema definito con il termine di Welfare State.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale modello era caratterizzato da un forte accentramento delle istituzioni, reso necessario soprattutto dall’esistenza di tecnologie informatiche primitive, sistemi di comunicazione sostanzialmente lenti e risorse umane poco formate ed, inoltre, da un impegno dello Stato nell’economia sempre più crescente in termini di ricchezza pubblica investita e di coinvolgimento diretto nella gestione delle aziende di servizi pubblici; ciò ha comportato un aumento del numero delle aziende pubbliche di natura composta, ossia che svolgevano processi sia erogativi che produttivi, rispetto a quelle di natura essenzialmente erogativa. Contemporaneamente, la crescente offerta di servizi pubblici, sostenuta da un contestuale aumento della richiesta degli stessi e favorita dal miglioramento delle condizioni economiche e di vita dei cittadini, aumentava l’insoddisfazione dei cittadini stessi a causa del progressivo aumento della spesa pubblica e dell’inefficacia dell’offerta dei servizi.&lt;br /&gt;L’incremento rilevante della spesa pubblica era “determinato tanto da un ampliamento della gamma di servizi e prestazioni della pubblica amministrazione (in alcuni casi anche oltre le effettive esigenze), quanto da modelli di spesa non sempre razionali e privi di precisi obiettivi di ottimizzazione, a motivo anche della spinta alla centralizzazione delle responsabilità impositive e decisioni di spesa”, che a livello microeconomico, ossia delle singole imprese pubbliche, era aggravato da una gestione inefficiente delle stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò ha creato forti spinte per una evoluzione del ruolo pubblico verso la fase definibile come Stato della qualità di vita, in cui si realizza una razionalizzazione delle modalità dell’intervento pubblico, orientate soprattutto a sostenere le attività non garantite dal settore privato, assicurando il perseguimento dell’equità ed il raggiungimento di adeguati livelli di efficienza ed efficacia. Le finalità perseguite dallo Stato della qualità di vita sono scindibili, in particolare, in due distinte sottofasi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quella dello Stato dei servizi, nel quale diventa centrale l’efficienza dell’amministrazione pubblica nel produrre servizi in quantità e qualità corrispondente alle attese dei cittadini, delle famiglie, delle imprese (orientamento al servizio al cliente);&lt;br /&gt;quella dello Stato regolatore, nel quale è, invece, centrale l’aspetto di ridimensionamento dell’intervento pubblico, per cui l’amministrazione è sempre meno coinvolta nei processi di produzione tecnica, dovendo concentrare la propria attenzione sul governo dei comportamenti economici di altri soggetti&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La modificazione del ruolo del soggetto pubblico, unita alle mutate esigenze del mercato, ha dato dunque avvio ad un complesso procedimento di riforma degli strumenti attraverso cui realizzare e/o gestire le opere infrastrutturali ed i servizi pubblici.&lt;br /&gt;In tale nuovo contesto assistiamo sempre più al tentativo del soggetto pubblico di coinvolgere il capitale privato nella realizzazione e/o gestione delle opere ovvero dei servizi medesimi.&lt;br /&gt;La necessità, quindi, del coinvolgimento del capitale privato, dovuta alla continua crescita del debito pubblico, ha determinato a livello nazionale ed internazionale il diffondersi di strumenti di cooperazione tra soggetti pubblici e privati, che vanno sotto il nome di partenariato pubblico-privato (PPP).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell'ultimo decennio, il fenomeno del PPP si è sviluppato in molti settori rientranti nella sfera pubblica (trasporti, sanità pubblica, istruzione, sicurezza pubblica…). L’aumento del ricorso a operazioni di PPP è riconducibile a vari fattori.&lt;br /&gt;In presenza delle restrizioni di bilancio cui gli stati devono fare fronte, risponde alla necessità di assicurare il contributo di finanziamenti privati al settore pubblico.&lt;br /&gt;Inoltre, il fenomeno è spiegabile anche con la volontà di beneficiare maggiormente del "know-how" e dei metodi di funzionamento del settore privato nel quadro della vita pubblica. Lo sviluppo del PPP va, d’altronde, inquadrato nell'evoluzione più generale del ruolo dello Stato nella sfera economica, che passa da un ruolo d'operatore diretto ad un ruolo d'organizzatore, di regolatore e di controllore.&lt;br /&gt;In Italia le iniziative di PPP più significative hanno origini agli inizi degli anni Venti quando venne impostata la realizzazione della prima autostrada (la Milano-Laghi) che venne inaugurata nel 1925.&lt;br /&gt;Nel 1927 un’apposita legge (la n. 1137) stabilì che anche i soggetti privati potevano essere destinatari della concessione di autostrade. La c.d. “Legge Romita” del 1955 (n. 463) stabilì, poi, la scelta del metodo concessionale quale strumento principale per la costruzione della rete autostradale.&lt;br /&gt;Le autostrade italiane, quindi, sono state realizzate tramite iniziative di PPP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, nel triennio 2002–2004, sono state censite 101.379 gare per la realizzazione di opere pubbliche per un importo totale di 101,3 miliardi di euro. Rispetto a questo aggregato, il PPP incide per circa il 24% sull’importo totale dei progetti.&lt;br /&gt;Questi dati confermano che, in momenti quali l’attuale, in cui il sistema economico europeo presenta vincoli derivanti da scarse risorse pubbliche e dalla diffusa difficoltà di rilanciare gli investimenti, il PPP può costituire una opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di quanto detto, va precisato che se da un lato è sicuramente vero che la cooperazione tra pubblico e privato può determinare vantaggi microeconomici consentendo di realizzare un progetto con il miglior rapporto qualità-prezzo, dall’altro non deve essere considerata una soluzione “miracolo”.&lt;br /&gt;In tale ottica, il Libro Verde della Commissione Europea sul partenariato pubblico privato rappresenta il primo passo per l’ eventuale adozione di una direttiva ad hoc che disciplini il fenomeno a livello comunitario. Tralasciando i possibili sviluppi, l’interesse del Libro Verde risiede nella puntualizzazione di alcune regole di base affinché le forme di partenariato pubblico-privato possano considerarsi coerenti con i principi generali di diritto comunitario, superando di fatto l’estrema eterogeneità dei rapporti e degli istituti giuridici che sono riconducibili alle molteplici forme possibili di partnership pubblico-privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. IL LIBRO VERDE RELATIVO AI PARTENARIATI PUBBLICO-PRIVATI&lt;br /&gt;ED AL DIRITTO COMUNITARIO DEGLI APPALTI PUBBLICI E DELLE&lt;br /&gt;CONCESSIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 30 aprile 2004 la Commissione europea ha pubblicato il “Libro Verde relativo ai partenariati pubblico-privati ed al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni” (COM327/2004)&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il Libro Verde avvia un processo di ricognizione delle situazioni attualmente vigenti nei diversi stati dell’UE con il fine eventuale di arrivare ad identificare un quadro di regole comuni e condivise in materia di forme di “collaborazione” tra soggetti pubblici e soggetti privati.&lt;br /&gt;Esso ha il merito di riproporre in modo sistematico e comprensivo la questione della disciplina giuridica delle varie forme di partenariato, ove si riscontrano lacune ed incongruenze tanto nel diritto comunitario quanto nei diritti degli Stati membri.&lt;br /&gt;La nozione di PPP da cui muove il Libro Verde è tale da ricomprendere un ampio spettro di casi che nascono dalle prassi più ancora che dalle legislazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Libro Verde analizza il fenomeno dei PPP alla luce del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni. Il diritto comunitario non prevede regimi specifici comprensivi del fenomeno dei PPP. Ciononostante qualsiasi atto attraverso il quale un'impresa pubblica affida la prestazione di un'attività economica ad un terzo deve essere esaminato alla luce delle norme e dei principi derivanti dal Trattato, e in particolare alla luce dei principi di trasparenza, di parità di trattamento, di proporzionalità e di mutuo riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Libro Verde punta ad avviare un dibattito sull'applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni al fenomeno dei PPP. Tale dibattito si concentra sulle norme che devono essere applicate quando si decide di affidare una missione o un incarico ad un terzo. Esso si colloca a valle della scelta economica ed organizzativa effettuata da un ente locale o nazionale, e non può essere interpretato come un dibattito mirante a esprimere un apprezzamento generale riguardo alla scelta se esternalizzare o meno la gestione dei servizi pubblici. Tale scelta compete infatti esclusivamente alle autorità pubbliche.&lt;br /&gt;Il diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni non si esprime riguardo all’opzione degli Stati membri se garantire un servizio pubblico attraverso i propri stessi servizi o se affidarli invece ad un terzo. Più precisamente, il Libro Verde mira a illustrare la portata delle norme comunitarie applicabili alla fase di selezione del partner privato ed alla fase successiva, allo scopo di individuare eventuali incertezze e di valutare se il quadro comunitario è adeguato alle sfide ed alle caratteristiche specifiche dei PPP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. IL PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine partenariato pubblico-privato ("PPP") non è definito a livello comunitario.&lt;br /&gt;Esso riguarda le diverse forme di cooperazione possibile tra settore pubblico e privato, attraverso le quali le rispettive competenze e risorse si integrano al fine di garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un’infrastruttura o la fornitura di un servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PPP costituisce una operazione complessa, un contratto tra l’amministrazione e l’operatore privato, caratterizzata dalla coesistenza di tutti o parte dei seguenti elementi chiave:&lt;br /&gt;la progettazione (Design);&lt;br /&gt;il finanziamento (Finance);&lt;br /&gt;la costruzione (Build);&lt;br /&gt;la gestione (Operate);&lt;br /&gt;la manutenzione (Maintenance).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I seguenti elementi caratterizzano normalmente le operazioni di PPP:&lt;br /&gt;la durata relativamente lunga della collaborazione, che implica una cooperazione tra il partner pubblico ed il partner privato in relazione a vari aspetti di un progetto da realizzare&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;la modalità di finanziamento del progetto, garantito da parte dal settore privato, talvolta tramite relazioni complesse tra diversi soggetti. Spesso, tuttavia, quote di finanziamento pubblico, a volte assai notevoli, possono aggiungersi ai finanziamenti privati.&lt;br /&gt;il ruolo importante dell'operatore economico, che partecipa a varie fasi del progetto (progettazione, realizzazione, attuazione, finanziamento). Il partner pubblico si concentra principalmente sulla definizione degli obiettivi da raggiungere in termini d'interesse pubblico, di qualità dei servizi offerti, di politica dei prezzi, e garantisce il controllo del rispetto di questi obiettivi.&lt;br /&gt;la ripartizione dei rischi tra il partner pubblico ed il partner privato, sul quale sono trasferiti rischi di solito a carico del settore pubblico&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;. I PPP non implicano tuttavia necessariamente che il partner privato si assuma tutti i rischi, o la parte più rilevante dei rischi legati all'operazione. La ripartizione precisa dei rischi si effettua caso per caso, in funzione della capacità delle parti in questione di valutare, controllare e gestire gli stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seconda della ripartizione del rischio tra il partner pubblico ed il partner privato possono distinguersi due grandi tipologie di progetti realizzabili attraverso forme di PPP:&lt;br /&gt;a) I progetti dotati di un intrinseca capacità di generare reddito&lt;br /&gt;In tale tipologia si distinguono:&lt;br /&gt;· i progetti che generano ricavi da utenza (soggetti terzi), in pratica il partner privato consegue un integrale recupero dei costi sostenuti nell’arco della durata della concessione,&lt;br /&gt;· i progetti in cui il privato fornisce direttamente servizi alla PA: è il caso di tutte quelle opere pubbliche - carceri, ospedali, scuole - per le quali il soggetto privato che le realizza e gestisce trae la propria remunerazione esclusivamente (o principalmente) da pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) I progetti che richiedono una contribuzione pubblica&lt;br /&gt;In tale tipologia rientrano gli interventi i cui ricavi da utenza sono di per se insufficienti a generare adeguati ritorni economici, in tali casi per coprire i costi si rende necessaria una contribuzione pubblica. La realizzazione di tali interventi economicamente negativi trova la propria ratio nella capacità di determinare delle esternalità positive in termini di benefici sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramite l’uso del PPP, dunque, il settore privato può dare un grosso contributo mettendo a disposizione del settore pubblico le sue capacità di gestione, la sua efficienza, il suo potenziale di finanziamento e investimento, lasciando alla pubblica amministrazione il compito di assicurare la fornitura dei servizi pubblici, la regolamentazione dell’economia e ovviamente la condivisione del rischio con il settore privato.&lt;br /&gt;Tale cooperazione porta con sé innumerevoli vantaggi&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;, tutti derivanti da un’ottimale allocazione e divisione dei rischi tra settore pubblico e settore privato: se, infatti, i rischi del progetto sono debitamente identificati ed analizzati, allora i partecipanti al progetto possono minimizzare il rischio di insuccesso e realizzare un progetto con il miglior rapporto prezzo-qualità&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Naturalmente la prospettiva da adottare è quella del lungo termine: lungo tutta la durata del progetto il privato deve essere in grado di fornire un servizio di alta qualità che il settore pubblico non sarebbe capace di fornire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo visto, le partnership pubblico-private possono rappresentare una opzione utile a consentire il finanziamento di progetti di pubblico interesse; in ogni caso, esse devono rispettare una serie di condizioni essenziali, che la COM (2003) 132 individua in:&lt;br /&gt;la “chiara” definizione del progetto in questione;&lt;br /&gt;la volontà politica che deve essere di “lungo respiro, per evitare di rimettere in causa le decisioni iniziali”;&lt;br /&gt;la trasparenza e la tutela della concorrenza nella gestione delle procedure di gara;&lt;br /&gt;“i soggetti interessati devono adoperarsi per garantire una partnership di qualità”;&lt;br /&gt;un ambiente giuridico preciso e stabile;&lt;br /&gt;la definizione di opportune garanzie finanziarie;&lt;br /&gt;il coerente dimensionamento economico del progetto in esame;&lt;br /&gt;ritorni finanziari entro lassi temporali ragionevoli;&lt;br /&gt;la previsione di “una ripartizione delle entrate al di là di un importo congiuntamente deciso – importo minimo di entrate garantito dallo Stato (senza però che esse possano essere collegate ad aiuti mascherati)”;&lt;br /&gt;la chiara e dettagliata definizione dei rischi connessi al progetto;&lt;br /&gt;la trasparenza dei costi, delle condizioni di concessione e di esercizio e più in generale di progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali condizioni, come più volte rilevato dalla stessa Commissione europea, “non sempre vengono soddisfatte nella pratica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Libro Verde ha analizzato il fenomeno del PPP alla luce del diritto comunitario degli appalti e delle concessioni, delineando una prima distinzione tra:&lt;br /&gt;i PPP di tipo puramente contrattuale, nei quali il partenariato tra settore pubblico e settore privato si fonda su legami esclusivamente convenzionali;&lt;br /&gt;i PPP di tipo istituzionalizzato, che implicano una cooperazione tra il settore pubblico ed il settore privato in seno ad un'entità distinta.&lt;br /&gt;Questa distinzione è fondata sulla constatazione che la diversità delle pratiche in materia di PPP che si incontrano negli Stati membri può essere ricollegata a questi due grandi modelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. IL PARTENARIATO DI TIPO PURAMENTE CONTRATTUALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine PPP di tipo puramente contrattuale riguarda un partenariato basato esclusivamente sui legami contrattuali tra i vari soggetti. Esso definisce vari tipi di operazione, nei quali uno o più compiti più o meno ampi (tra cui la progettazione, il finanziamento, la realizzazione, il rinnovamento o lo sfruttamento di un lavoro o di un servizio) vengono affidati al partner privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I modelli di partenariato di tipo puramente contrattuale più conosciuti sono l’appalto e la concessione.&lt;br /&gt;Gli appalti pubblici sono contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi. Il partner privato è destinato a realizzare e gestire un'infrastruttura per la pubblica amministrazione (ad esempio, una scuola, un ospedale, un centro penitenziario, un'infrastruttura di trasporto). In questo modello la retribuzione del partner privato non avviene in forma di compensi versati dagli utenti del lavoro o del servizio, ma di pagamenti regolari ricevuti dal partner pubblico. Questi pagamenti possono essere fissi o variabili in funzione, ad esempio, della disponibilità dell’opera o dei servizi ad essa relativi, o anche della frequentazione dell’opera&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;[7]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Le concessioni sono, come gli appalti pubblici, contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici aventi per oggetto l’esecuzione di lavori o la prestazione di servizi (non è prevista la forniture), il cui corrispettivo, però, consiste unicamente nel diritto di gestire l’opera o i servizi o in tale diritto accompagnato da un prezzo. Il modello concessorio, è caratterizzato dal legame diretto esistente tra il partner privato e l'utente finale: il partner privato fornisce un servizio al pubblico, "in luogo", ma sotto il controllo, del partner pubblico. La retribuzione del co-contraente consiste in compensi riscossi presso gli utenti del servizio, se necessario completata da sovvenzioni versate dall’autorità pubblica.&lt;br /&gt;La differenza tra i due modelli suddetti sta, dunque, in questo: nella concessione, l’impresa concessionaria eroga le proprie prestazioni al pubblico e, pertanto, assume il rischio della gestione dell’opera o del servizio, in quanto si remunera, almeno per una parte significativa, presso gli utenti mediante la riscossione di un prezzo; nell’appalto, invece, le prestazioni vengono erogate non al pubblico, ma all’amministrazione, la quale è tenuta a remunerare l’attività svolta dall’appaltatore per le prestazioni ad essa rese. L’impresa che fornisce l’opera o il servizio non sopporta, quindi, l’alea connessa alla gestione dell’opera o del servizio, sicchè, venendo a mancare l’elemento rischio, la fattispecie non è configurabile come concessione, bensì come appalto di lavori o di servizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relativamente alla fase di selezione del partner privato, la Commissione tratta separatamente “l’atto attributivo qualificato come appalto pubblico” da quello “qualificato come concessione”.&lt;br /&gt;Nel primo caso, viene affermato nel Libro Verde, il “regime applicabile all’aggiudicazione di appalti di lavori pubblici, o di appalti pubblici di servizi, deriva dalle disposizioni delle direttive comunitarie che fissano norme dettagliate, in particolare in materia di pubblicità e di partecipazione”.&lt;br /&gt;Nel caso di atti attributivi qualificati come concessioni, la Commissione riconosce che non sono numerose le disposizioni di diritto derivato che ne coordinano le procedure di aggiudicazione.&lt;br /&gt;La scelta del partner privato deve avvenire comunque rispettando quelli che sono i principi consolidati nel Trattato, che sono principi di trasparenza, proporzionalità, mutuo riconoscimento e parità di trattamento. Più precisamente si devono rispettare le seguenti condizioni: fissazione preliminare dei criteri di selezione del concessionario, adeguata pubblicità, messa in concorrenza effettiva degli operatori potenzialmente interessati, aggiudicazione sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori.&lt;br /&gt;In linea generale l’intervento pubblico nella scelta del partner privato non dovrà mai essere lesivo dei principi di parità di trattamento e di trasparenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. IL PARTENARIATO ISTITUZIONALIZZATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partenariato istituzionalizzato si ha quando viene costituita un’entità autonoma partecipata congiuntamente dal soggetto pubblico e dal soggetto privato (es. società miste).&lt;br /&gt;Tale società ha la missione di fornire un servizio o la realizzazione di un opera a favore del pubblico.&lt;br /&gt;Negli Stati membri, le autorità pubbliche ricorrono a volte a queste strutture, in particolare per la gestione di servizi pubblici a livello locale (ad esempio, per i servizi d'approvvigionamento idrico o per la raccolta dei rifiuti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cooperazione diretta tra il partner pubblico ed il partner privato nel quadro di un ente dotato di personalità giuridica propria permette al partner pubblico di conservare un livello di controllo relativamente elevato sullo svolgimento delle operazioni, che può adattare nel tempo in funzione delle circostanze, attraverso la propria presenza nella partecipazione azionaria e in seno agli organi decisionali dell'impresa comune.&lt;br /&gt;Essa permette inoltre al partner pubblico di sviluppare un’esperienza propria riguardo alla fornitura del servizio in questione, pur ricorrendo al sostegno di un partner privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione di un PPP istituzionalizzato può avvenire in due modi: a) creazione di un’entità detenuta congiuntamente dal pubblico e dal privato; b) passaggio a controllo privato di un’impresa pubblica già esistente.&lt;br /&gt;a) creazione di un’entità detenuta congiuntamente dal pubblico e dal privato:&lt;br /&gt;l’operazione consiste nel creare un’impresa a capitale misto; in tale tipo di operazione occorre il rispetto dei principi comunitari di cui all’art 43 e 49 del trattato UE che impongono: trasparenza, proporzionalità, mutuo riconoscimento e parità di trattamento. Inoltre, la scelta del soggetto privato destinato a svolgere gli incarichi deve avvenire nel pieno rispetto del principio di non discriminazione.&lt;br /&gt;b) passaggio a controllo privato di un’impresa pubblica già esistente:&lt;br /&gt;tale operazione si verifica quando si assiste ad una modifica della partecipazione azionaria di un’impresa pubblica. Tale scelta è una scelta esclusivamente politica e come tale è di competenza esclusiva dello Stato. Anche questa forma di PPP istituzionale deve avvenire nel pieno rispetto dei principi del trattato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. LE POSSIBILI FORME DI PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la carenza a livello comunitario di una normativa specifica, che identifichi in maniera tassativa le forme di PPP, esso si è sviluppato in modo differente nei vari stati membri.&lt;br /&gt;A tal fine e per completezza di analisi passeremo in rassegna le diverse forme giuridiche attraverso le quali si possono realizzare operazioni di PPP sia nell’ordinamento italiano sia nella prassi internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) PPP nell’ordinamento giuridico nazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concessione di lavori pubblici (art. 19, II comma L.109/1994 e art. 7 d.lgs 190/2002): è il contratto tra un soggetto privato e una P.A. avente ad oggetto la progettazione, la esecuzione delle opere unitamente alla loro gestione. Il corrispettivo per il privato è rappresentato dal diritto di gestire il bene. Il contributo pubblico può essere finalizzato solo al riequilibrio economico-finanziario, infatti il rischio della gestione deve essere in capo al privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concessione di servizi (art. 1, par. 4, direttiva 2004/17/CE) è un contratto tra la PA ed un privato per la gestione di un servizio, il corrispettivo per il privato è rappresentato unicamente dal diritto di gestire il servizio, eventualmente accompagnato da un prezzo, purchè il rischio resti sempre in capo al soggetto privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concessione a terzi per la gestione di un servizio pubblico locale (art.113, V comma, lett.a TUEL): é il contratto tra la PA ed una società di capitali individuata in base ad una procedura ad evidenza pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Project Financing (art 37 bis e ss L 109/94): è una operazione di finanziamento di una particolare iniziativa imprenditoriale, che è valutata da un finanziatore (soggetto privato) fin dallo stato iniziale in funzione della redditività e del flusso di cassa (cash flow) che essa è in grado di generare, che costituiscono la garanzia primaria per il rimborso del debito ed il capitale di rischio (equity).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contraente generale (art. 9 d.lgs 190/02): è il contratto tra un soggetto privato e la PA avente ad oggetto la progettazione, l’esecuzione con qualsiasi mezzo ed il prefinanziamento dell’opera a fronte di un corrispettivo pagato dalla PA in tutto o in parte a lavori ultimati. Il prefinanziamento può avere un limite massimo pari al 20% dell’importo posto a base di gara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Società mista TUEL (artt.113, V comma, lett.b, 116 e 120 del TUEL): è una società tra la PA ed un soggetto privato per la gestione di un servizio pubblico locale a rilevanza economica, oppure per la realizzazione di opere connesse al servizio pubblico o ancora per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Società mista ai sensi del codice civile (art.2247 e ss): è una società tra la PA ed il soggetto privato per la realizzazione e/o gestione dei ll.pp.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Società di trasformazione urbana - S.T.U. (art. 120 del TUEL): le Città Metropolitane ed i Comuni possono costituire, per la progettazione e la realizzazione di interventi di trasformazione urbana, per la commercializzazione delle aree riqualificate e per la gestione degli eventuali servizi pubblici, società di capitali miste pubblico-privato.&lt;br /&gt;La STU è una società strettamente legata al ruolo degli Enti locali nell’assetto del loro territorio.&lt;br /&gt;Esempi di STU&lt;br /&gt;– il Comune di Bolzano recupera l’area circostante della stazione ferroviaria;&lt;br /&gt;– il Comune di Bergamo interviene sullo scalo ferroviario;&lt;br /&gt;– il Comune di Livorno interviene per la riqualificazione del tessuto urbano;&lt;br /&gt;– il Comune di Piombino interviene per sostituire gli impianti industriali;&lt;br /&gt;– il Comune di Terni interviene per promuovere il terziario avanzato;&lt;br /&gt;– i Comuni di Formia e Gaeta intervengono per riqualificare il litorale Sud-Pontino;&lt;br /&gt;– il Comune di Pescara interviene per recuperare: aree degradate, sia della periferia urbana che degli insediamenti produttivi dimessi;&lt;br /&gt;– il Comune di Napoli recupera l’area industriale nella zona orientale;&lt;br /&gt;– il Comune di Crotone ha affidato a due società la trasformazione dell’area della stazione e quella del porto;&lt;br /&gt;– il Comune di Siracusa è intervenuto per rivitalizzare il centro storico;&lt;br /&gt;– il Comune di Sant’Antioco è intervenuto per valorizzare il territorio a livello turistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondazione di partecipazione (art. 14 e ss codice civile) è un negozio tra PA e privato per la gestione dei servizi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Global Service (norma UNI 10685/98): contratto di esternalizzazione basato sui risultati, che comprende una pluralità di servizi sostitutivo delle normali attività di manutenzione di un immobile o di un patrimonio immobiliare con piena responsabilità dei risultati da parte dell’assuntore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acquisto di cosa futura (art. 1472 codice civile): contratto avente ad oggetto l’acquisto della proprietà di un bene immobile appena questo viene ad esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leasing operativo: è il contratto tra una società concedente che produce o gestisce il bene e la PA utilizzatrice del bene. La PA utilizzatrice corrisponde un canone alla società concedente comprendente gli oneri relativi alla disponibilità, la quota di ammortamento e gli oneri finanziari e le spese di manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sale &amp; Leaseback: è il contratto con cui la PA cede la proprietà di un bene ad un privato che glielo concede in godimento a fronte di un canone mensile. La PA può alla fine del periodo di godimento riscattarsi il bene pagando la rata finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) PPP nella prassi internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contracting Out: contratto con un soggetto privato per la progettazione e costruzione di opere pubbliche che vengono finanziate e restano in capo al soggetto pubblico. Si ha un trasferimento del rischio di costruzione e di progettazione in capo al privato, un contenimento dei tempi di realizzazione, non si coinvolgono i capitali privati. Tale operazione risulta essere particolarmente adatta a situazioni in cui il soggetto pubblico preferisce ritenere la responsabilità operativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.B.F.T. (Design, build, finance and transfer): è un contratto con cui un’azienda privata progetta e costruisce una nuova infrastruttura e quindi la trasferisce alla stessa PA. Tale operazione prevede il coinvolgimento del capitale privato, il privato assume il rischio di progettazione e costruzione. E’ un’operazione adatta alla realizzazione di progetti con elevati requisiti, quali infrastrutture stradali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.B.F.O. (Design, Build, Finance and Operate): si tratta di un modello in cui una azienda privata progetta e costruisce una nuova infrastruttura, la gestisce per un numero determinato di anni e poi la trasferisce al soggetto pubblico. Tale operazione prevede il coinvolgimento del privato a due livelli economico (capitale investito) gestione dell’opera (know-how). E’adatta a progetti con elevati requisiti progettuali e gestionali, determina il trasferimento del rischio di progettazione, costruzione e gestione dell’infrastruttura in capo al privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B.L.T. (Build Lease and Transfer): un’azienda privata a fronte di un canone concordato acquisisce i diritti dei ricavi di un servizio pubblico, in cambio della gestione dello stesso. Tale operazione determina il trasferimento del rischio commerciale a carico del privato è particolarmente adatta ad operazioni complesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B.O.T. (Build Operate and Transfer): è un contratto di concessione di costruzione e gestione di una nuova infrastruttura a tempo determinato con trasferimento finale dell’opera alla PA. Tale operazione si caratterizza per il coinvolgimento del capitale privato e per il trasferimento del rischio di progettazione e costruzione in capo al privato medesimo. E’ una operazione adatta a progetti con elevati requisiti gestionali (es settore idrico e gestione rifiuti).&lt;br /&gt;Service Contracts: è un contratto attraverso il quale il privato viene coinvolto esclusivamente per la prestazione di specifici servizi (es. manutenzione e contabilità). E’ una operazione adatta a situazioni in cui il soggetto pubblico preferisce trasferire la responsabilità operativa, avvalendosi dell’apporto dell’esperienza del privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Management Contract: trasferisce la responsabilità della gestione e della manutenzione di servizi pubblici di proprietà del settore pubblico al settore privato. Tale operazione è adatta in tutte le fattispecie in cui una previa analisi costi-benefici ne evidenzi l’utilità, il corrispettivo del privato può essere correlato al raggiungimento di determinati standard qualitativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concession: è un contratto di concessione di gestione che trasferisce al privato la responsabilità della gestione e della manutenzione degli investimenti, lasciando che la proprietà degli asset resti pubblica. E’ adatto ai progetti in cui è possibile una tariffazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. GLI ENTI LOCALI E IL PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi diciannove anni si è sviluppato un importante dibattito intorno al ruolo degli Enti Locali, tanto in sede nazionale quanto in sede comunitaria.&lt;br /&gt;In sede Europea, nel 1986, con l’approvazione della “Carta delle Autonomie Locali”, sono stati affermati i fondamentali principi della sussidiarietà (cioè l’Amministrazione deve essere assegnata all’Ente più vicino al Cittadino), dell’autonomia (nell’accezione politica, normativa ed organizzativa) e della partecipazione popolare&lt;br /&gt;La parola chiave in grado di racchiudere l’essenza del processo riformatore che ha investito gli Enti Locali, quantomeno sino al 1997, è stata la parola autonomia.&lt;br /&gt;La legge che ha segnato un passo importante nel processo di riforma istituzionale, partendo dal basso, cioè dalle realtà locali, è stata la legge n. 142 del 1990.&lt;br /&gt;Il principio di sussidiarietà ha cominciato a prendere corpo nel 1997 con l’approvazione della legge n. 59.&lt;br /&gt;Dal 1997 al 1999 abbiamo avuto una serie impressionante di disposizioni legislative tra le quali citiamo:&lt;br /&gt;– legge 127/97 meglio nota come Bassanini bis;&lt;br /&gt;– una serie di decreti legislativi tra cui il più importante è il D.lgs 112/98;&lt;br /&gt;– la legge 265 del 1999 meglio nota come legge Napolitano- Vigneri;&lt;br /&gt;Quasi a porre rimedio al proliferare della legislazione degli ultimi anni, il Governo ha approvato il T.U. degli EE.LL. (D.lgs 267/2000) che, pur non innovando in merito alla sostanza delle leggi preesistenti, ha il pregio di aver coordinato e accorpato la normativa vigente, anche alla luce dei prevalenti orientamenti giurisprudenziali.&lt;br /&gt;La legge di revisione costituzionale n. 3 del 2001, ha costituito il punto di arrivo del processo riformatore iniziato nel ’90 con la L. 142.&lt;br /&gt;Il nuovo testo costituzionale prevede l’articolazione della Repubblica, com’è noto, nei comuni, nelle province, nelle città metropolitane, nelle regioni e nello Stato.&lt;br /&gt;Accanto allo Stato, gli Enti del governo territoriale, nelle predette quattro categorie indicate dalla norma, sono enti esponenziali delle rispettive comunità, chiamati ad amministrarne gli interessi (“enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni, secondo i principi fissati dalla Costituzione (art. 114)).&lt;br /&gt;Il sistema che si sta introducendo è un sistema a geometria variabile, differenziata, che sostituisce l’unitarietà e l’uniformità amministrativa a cui eravamo e siamo ancora abituati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.1 LE ESPERIENZE DI PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO NEGLI&lt;br /&gt;ENTI LOCALI ITALIANI: LA CAMPANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la regione che, nel 2003, ha presentato più progetti di PPP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- NAPOLI PORTO: con questo progetto è partita la 2° fase della ristrutturazione dell’area portuale. La Società NAUSICA S.p.A., composta da: Autorità portuale, Comune di NA, Province di NA, e dalla Regione Campania, ha bandito un concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale dello scalo marittimo. Il valore dei lavori è di 50 milioni di euro, mentre 2 milioni e 320 mila euro sono previsti per la progettazione. Sono stati presentati, da studi di ingegneria e architettura, 150 progetti.&lt;br /&gt;Una parte importante dei lavori saranno portati avanti in PPP o in project financing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- NAPOLI ORIENTALE S.p.A.: con sei milioni di metri quadrati è la più estesa area dismessa del Sud. Soci: Comune NA, Provincia NA, Autorità Portuale, Unione Industriali NA, Confartigianato e API Napoli. Compito delle società è quello di presentare un piano di fattibilità economico-finanziaria che delinei un’ipotesi di riqualificazione dell’area. A novembre 2003 è stata presentata l’idea di lasciare gli impianti petroliferi a Napoli Est seppure in un’area limitata riqualificando il resto dell’area a fini commerciali, museali, turistici e alberghieri costituendo una STU per gestire gli interventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- SOTTOPASSO TUNNEL VIA ACTON è parte del “Progetto Integrato Napoli” e tra gli obiettivi ha quello di eliminare o almeno ridurre la barriera di auto nella zona del porto e verrà realizzato in project financing con 150 milioni di euro finanziati dalla Regione Campania ed utilizzando altre risorse che un altro project financing ha liberato nella realizzazione del progetto “Porto Fiorito”. La realizzazione del sistema dei collettori, l’adeguamento degli impianti di depurazione delle zone di Acerra, Cuma, Foce Reg Lagni, Marcianise e Napoli-Nord, nonché la realizzazione o l’adeguamento degli impianti di trattamento dei fanghi è stata assegnata in project financing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- FLEGREA LAVORO SPA – BACOLI (NA)&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;[8]&lt;/a&gt;: il Comune di Bacoli, nel 2000, al fine di dare ordine al traffico cittadino, e di ridurre il fenomeno dei parcheggiatori “abusivi”, ha deciso di introdurre il sistema dei parcheggi pubblici a pagamento. Per gestire questo nuovo servizio il Comune, nell’agosto 2000, ha deliberato la costituzione di una società mista, una società per azioni a maggioranza pubblica (il 51% del capitale sociale) ove i soci sono costituiti dal Comune di Bacoli e da Italia Lavoro. La scelta di costituire una società è legata non solo a motivazioni di tipo gestionale associate all’efficienza, all’efficacia e all’economicità, ma soprattutto a motivazioni di tipo sociali, all’esigenza di dare un lavoro a sei “lavoratori socialmente utili”. La società costituita è la “Flegrea Lavoro S.p.A.” con capitale sociale pari a trecento milioni di lire, opera su tutto il territorio comunale, che ha un’estensione di circa 13 Km quadrati e conta circa 27.000 abitanti ed eroga il servizio attraverso i sei lavoratori socialmente utili che ha assunto direttamente.&lt;br /&gt;I posti parcheggio messi a disposizione dal Comune alla “Flegrea Lavoro S.p.A.” sono circa 700, la società eroga il servizio dalle ore 8,00 alle ore 20,00 ad un prezzo di 0,52 euro l’ora e, qualora vengano rilevate delle vetture in divieto di sosta, i dipendenti della Flegrea emettono dei verbali che sono poi riscossi dal Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Regione Campania nel POR 2000-2006 ha previsto espressamente che le Province debbano promuovere, per ogni ambito territoriale, l’istituzione dei PPP che potranno essere composti da EE.LL, associazioni ed organizzazioni rappresentativi del mondo agricolo e produttivo, organizzazioni operanti nel settore della tutela ambientale, della promozione turistica e del volontariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. CONCLUSIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno del Partenariato Pubblico Privato ha caratterizzato in maniera sostanziale la realtà nazionale e internazionale dell’ultimo decennio, sviluppandosi in molti settori rientranti nella sfera pubblica (trasporti, sanità, istruzione e sicurezza).&lt;br /&gt;L’interesse nei confronti di questo fenomeno è riconducibile agli enormi vantaggi (fiscali, economici, tecnologici, politici e sociali) che possono derivare dalla cooperazione tra il settore pubblico e il settore privato e, dunque, dall’ottimale allocazione e divisione dei rispettivi rischi.&lt;br /&gt;Affinché questo si verifichi è necessario un enorme e concreto sforzo ed impegno da parte dei governi (oltre che ovviamente da parte dei privati).&lt;br /&gt;In primo luogo bisogna che l’ordinamento legale sia credibile, che vi sia un efficiente sistema di leggi commerciali che permettano alle attività finanziarie, aziendali e commerciali di crescere. In assenza di questo deve almeno essere possibile garantire, comunque, gli interessi essenziali del settore privato.&lt;br /&gt;Detto questo servono concretamente dei provvedimenti normativi: il governo deve avere l’autorità per dare le concessioni o le licenze che rendono possibile la partecipazione del settore privato in un progetto di infrastrutture o un servizio pubblico; questo non é sempre facile e spesso si rende necessario l’inserimento di leggi ad hoc.&lt;br /&gt;Il processo di acquisizione con il quale un PPP viene formato deve essere trasparente, giusto, regolare e forte in modo da attrarre il massimo interesse da parte di potenziali partner privati.&lt;br /&gt;Il settore pubblico spesso deve fornire alcune strutture, o il diritto ad utilizzarle, al PPP affinché questo sia fattibile e finanziabile. Queste strutture possono includere terreno, strutture esistenti, un canale di reddito pubblico esistente, sussidi e concessioni, progetti e proprietà intellettuale, ecc.&lt;br /&gt;Oltre a ciò bisogna tener conto del fatto che i PPP sono facilitati da un impegno chiaro e di lungo termine, in quanto il settore privato, per impegnarsi, deve aver fiducia in una stabile politica di sviluppo.&lt;br /&gt;Per stimolare gli investimenti dei privati nelle infrastrutture i governi devono impegnarsi a promuovere un ribilanciamento delle tariffe dei servizi esistenti in modo che riflettano i costi attuali in esso implicati.&lt;br /&gt;Un altro elemento importante è la fiducia del settore privato nell’amministrazione pubblica in questione; i progetti PPP richiedono tempo e impegno per essere attuati e se la burocrazia si fa troppo complicata allora gli investitori guarderanno altrove.&lt;br /&gt;Ma il punto cruciale è che i governi devono essere pronti ad assumersi certi rischi e responsabilità senza i quali il progetto non andrà avanti e, nel caso in cui i pagamenti per l’uso della struttura non provengano direttamente dal pubblico, potrebbero dover fornire essi stessi un flusso di reddito per il progetto.&lt;br /&gt;Da quanto detto emerge chiaramente come possa essere difficile la realizzazione di progetti PPP, soprattutto in considerazione del fatto che quelle condizioni essenziali individuate dalla COM (2003) 132 (§ 3, pp. 7,8), non sempre vengono soddisfatte e rispettate nella pratica.&lt;br /&gt;D’altro canto, lo stesso termine “Partenariato Pubblico Privato” abbiamo visto non essere definito a livello comunitario: il Libro Verde, pubblicato nell’aprile 2004 dalla Commissione Europea, ha avviato un processo di ricognizione delle situazioni attualmente vigenti nei diversi Stati membri con il fine eventuale di arrivare ad identificare un quadro di regole comuni e condivise in materia di forme di collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati.&lt;br /&gt;In particolare, l’interesse del Libro Verde risiede nella puntualizzazione di alcune regole di base affinché le forme di partenariato pubblico-privato possano considerarsi coerenti con i principi generali di diritto comunitario, superando di fatto l’estrema eterogeneità dei rapporti e degli istituti giuridici, riconducibili alle molteplici forme possibili di PPP.&lt;br /&gt;Con riferimento al diritto comunitario degli appalti e delle concessioni, infatti, vengono delineati due tipi di PPP, quello di tipo puramente contrattuale e quello istituzionalizzato, da realizzarsi nel pieno rispetto dei principi del Trattato e a cui sembra possibile ricollegare la diversità delle pratiche in materia di PPP che si riscontrano per l’appunto negli Stati dell’UE.&lt;br /&gt;È in tale ottica, dunque, che la nostra attenzione è stata rivolta soprattutto al Libro Verde quale primo passo per l’eventuale adozione di una normativa ad hoc che disciplini il fenomeno a livello comunitario in funzione di un migliore coordinamento delle pratiche nazionali, dello scambio di best practices tra gli stati membri e della diffusione di PPP anche transeuropei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Cfr. Borgonovi E., Principi e sistemi aziendali per le amministrazioni pubbliche, Giuffré, Milano, 1975, pag. 62.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; I &lt;a href="http://europa.eu/documents/comm/green_papers/index_it.htm"&gt;Libri verdi&lt;/a&gt; sono documenti di riflessione su un tema politico specifico pubblicati dalla Commissione. Sono prima di tutto documenti destinati a tutti coloro - sia organismi che privati - che partecipano al processo di consultazione e di dibattito. In alcuni casi, rappresentano il primo passo degli sviluppi legislativi successivi.&lt;br /&gt;I &lt;a href="http://europa.eu/documents/comm/white_papers/index_it.htm"&gt;Libri bianchi&lt;/a&gt; sono documenti che contengono proposte di azione comunitaria in un settore specifico. Talvolta fanno seguito a un libro verde pubblicato per promuovere una consultazione a livello europeo. Mentre i libri verdi espongono una gamma di idee ai fini di un dibattito pubblico, i libri bianchi contengono una raccolta ufficiale di proposte in settori politici specifici e costituiscono lo strumento per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; I contratti PPP hanno sempre una durata molto lunga, di solito tra i 25 e i 30 anni.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Costruire e gestire una infrastruttura pubblica comporta diversi rischi: l’aumento dei costi di costruzione, costi di manutenzione più alti del previsto, cambi nella legislazione che influenzano l’uso dell’infrastruttura, aumento o diminuzione della richiesta dei servizi forniti e così via. A questi rischi faceva tradizionalmente fronte il settore pubblico, nei progetti PPP invece i rischi devono essere specificati, quantificati e ripartiti, e vengono divisi tra settore pubblico e settore privato. È fondamentale che il rischio sia allocato alla parte che è più capace di controllarlo, la quale riceverà in cambio maggiori benefici economici. Generalmente i rischi a carico del settore pubblico sono trasferiti sul partner privato: i governi tendono ad assumersi i rischi politici ma non quelli economici o finanziari del progetto. Quando una sostanziale parte del rischio è trasferita al settore privato si parla di finanziamento “off-balance sheet” (fuori dal bilancio) e in tal caso le spese sostenute dal privato non incidono sul debito pubblico.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; I vantaggi che i PPP possono offrire sono di vario tipo: fiscali, economici, tecnologici, sociali, politici.&lt;br /&gt;Tra i vantaggi fiscali vale la pena di menzionare, come detto in precedenza, che i PPP permettono di prendere a prestito somme di denaro off balance sheet; questa forma di finanziamento, alleggerendo il peso del debito, permette di utilizzare le risorse pubbliche in altre aree.&lt;br /&gt;Uno dei vantaggi economici è la velocità nel compimento delle opere. Sfruttando le finanze del settore privato e alleggerendo i progetti dalle restrizioni della spesa pubblica, i PPP possono accelerare la velocità con la quale i progetti di infrastrutture sono lanciati. Questo permette la realizzazione dei progetti in circostanze in cui non sarebbero altrimenti possibili.&lt;br /&gt;Con riferimento all’area sociale i PPP possono offrire migliori reti di trasporto, acque più pulite, nuovi sistemi di comunicazione, ecc.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; La valutazione della convenienza di tale operazione deve essere, però, valutata concretamente caso per caso, attraverso la costruzione di un parametro detto Comparatore del Settore Pubblico (CSP), ossia il costo ipotetico in cui incorrerebbe il soggetto pubblico nel realizzare il progetto.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;[7]&lt;/a&gt; L'esempio più tipico di questo modello è l'operazione di tipo PFI. Il termine PFI si riferisce a "Private Finance Initiative", un programma del governo britannico che permette l'ammodernamento delle infrastrutture pubbliche con l'ausilio del ricorso al finanziamento privato. Lo stesso modello è utilizzato in altri Stati membri, con varianti a volte notevoli.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;[8]&lt;/a&gt; Citazione da Impagliazzo C. - Ippolito A, Il ruolo delle aziende miste nello sviluppo di nuovi rapporti tra pubblico e privato e nella creazione di valore sociale: il caso della Flegrea lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-8723953064470938958?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/04/il-partenariato-pubblico-privato.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-6122550911805876444</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2007 17:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-18T21:58:22.116+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Pubblicità e Semiotica</category><title>Osservazioni sul Mentire</title><description>A cura di Arminante Antonella,  De Luca Melania, Gualtieri Teresa.&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055194570650176594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 291px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" height="183" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rieora4WTFI/AAAAAAAAAAM/fxxsNyPWQss/s320/Osservazioni+sul+mentire.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;«Niente di quello che ho detto è vero, non perché non sia vero ma perché l’ho detto&lt;/strong&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;,&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;e viceversa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;niente di quello che ho detto è falso, non perché non sia falso ma perché l’ho detto».&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con queste parole Emilio Garroni, nel saggio Osservazioni sul mentire&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=4981754247426493315#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;, ci introduce nel secolare dibattito sulle relazioni tra verità e menzogna, tra il dire il vero e il dire il falso.&lt;br /&gt;Prima di procedere all’analisi delle tematiche affrontate nell’opera, si rende necessario un chiarimento terminologico per evitare fraintendimenti: non si parlerà di bugia e verità in senso assoluto, ma i termini veridico/veritiero/veridicità saranno utilizzati nell’accezione di «non-bugiardo», ovvero «che dice ciò che ritiene essere vero».&lt;br /&gt;Lo scopo dell’autore è comprendere il comune fondamento della bugia reale e della bugia letteraria. Ciò avviene attraverso una riflessione per analogie e contrasti che dapprima prende in esame le circostanze reali del mentire, per confrontarle poi con quanto accade all’interno della finzione che si crea nel testo letterario. D’altro canto, come sottolinea lo stesso Garroni, «Non sarebbe possibile il “bugiardo letterario” se non ci fosse un “bugiardo realeo, meglio, se in qualche modo non ci fosse una condizione del mentire».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella realtà è possibile osservare una vasta fenomenologia del bugiardo&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;Il bugiardo sociale costruito che, assetato di consenso, mente per integrarsi nel gruppo. Porta una maschera e, se qualcuno mette in dubbio le sue affermazioni, smentisce con disperazione. E’ un soggetto che tende a credere che le sue bugie non sono in realtà bugie, pur essendo ossessionato dal sospetto che potrebbero esserlo davvero;&lt;br /&gt;Il bugiardo politico e realistico, che presuppone che tutti si comportino come lui, da bugiardi, pur dichiarando l’opposto. E’ preoccupato non tanto del fatto che gli altri gli credano, quanto piuttosto del fatto che le menzogne abbiano successo. Accusato, smentisce con altre bugie o mezze bugie;&lt;br /&gt;Il bugiardo mondano, disinteressato, mente perché mente, senza aver necessariamente scopi pratici. Se viene scoperto neppure smentisce, può sorridere, insistendo sulla bugia o riconoscendo candidamente di aver mentito;&lt;br /&gt;Il bugiardo esiliato dalla società nella società è infantile, angosciato, inquieto e candido allo stesso tempo. Mente e lascia, quasi sempre, indizi pericolosi delle proprie bugie proprio per essere scoperto come bugiardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di quanto detto finora, dunque, non possiamo spiegare il fenomeno della bugia e del bugiardo con un’unica motivazione, ma possiamo comunque individuare una caratteristica comune: il tratto della socialità.&lt;br /&gt;È la pratica sociale a far emergere la bugia. Lo sostiene anche Oscar Wilde, in La decadenza della menzogna, quando parla di un mitico cavernicolo protobugiardo come del fondatore delle relazioni sociali e della società civile&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;: «il protobugiardo è senza dubbio il vero iniziatore dei rapporti sociali perché l’obiettivo del bugiardo è affascinare, procurare piacere e gioia. Costui incarna le radici della società civile». Egli, una sera, pur non essendo mai uscito dalla caverna per andare a caccia, quando tutti erano riuniti attorno al primo fuoco che mai si fosse acceso, si mise a raccontare di come avesse ucciso il più grosso dinosauro che mai uomo avesse ucciso e, alla richiesta di prove per quanto raccontava, si inventò l'improvviso arrivo di una squadriglia di pterodattili che con i loro artigli avevano sollevato la preda e l'avevano portava via, con ciò unendo frottola a frottola.&lt;br /&gt;Questa capacità di creare qualcosa di simile alla realtà, ma allo stesso tempo di diverso, fonda i rapporti sociali; detto altrimenti, non è sufficiente la pura elaborazione, è necessario anche comunicare a qualcuno questa invenzione. Le motivazioni di tale gesto possono essere fondamentalmente due, ossia la bugia può esser detta per gioco (una bugia fine a se stessa) o per ottenere qualcosa di più (per ingannare). Nel primo caso si ha la dimensione letteraria, i romanzi, le avventure di personaggi inventati che vivono in un universo così vicino e allo stesso tempo lontano da quello della nostra realtà quotidiana. Il secondo è l'ambito dell'inganno per avere un vantaggio personale, un avere di più che la sola nostra dotazione naturale non sarebbe in grado di garantire&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bugiardo, quindi, non può essere un solitario; è piuttosto il prototipo dell’uomo sociale: la menzogna corrisponde alle aspettative di chi la ascolta, anzi presuppone un “intelligenza” delle aspettative di verità di chi vuole ingannare. Solo se c’è da parte del bugiardo un autentico intus legere, ovvero un “leggere dentro” la mente della sua vittima, egli può sperare di essere creduto. Non c’è bugia senza comprensione dell’altro.&lt;br /&gt;Inoltre non c’è bugia senza conoscenza della verità. Questa questione trova ampio spazio già nelle pagine del Sofista di Platone quando si dice: «Vera è la proposizione che dice su di te le cose come sono, mentre falsa è quella che dice di te cose diverse da quelle che sono. […] (La proposizione falsa) afferma cose che sono, ma diverse da quelle che sono in relazione a te». Il falso, la menzogna non sono il nulla, ma il diverso. Solo tenendo presente i concetti di alterità e di relazione, il concetto di menzogna acquista un significato e una possibilità oggettiva di realizzarsi. È paradossale ma è così: la menzogna, per essere tale, necessita della presupposizione di quella verità che il discorso menzognero provvede poi a negare in un secondo momento. «Il mentire è un condividere (e tradire, aggiungiamo noi) le più generali e specifiche condizioni necessarie di veridicità», sostiene Garroni.&lt;br /&gt;Si può osare addirittura affermare che sia più legato alla veridicità il bugiardo che non il veridico. Il veridico, infatti, è veridico qualunque cosa gli altri pensino di ciò che dice; la coscienza della sua veridicità lo difende a sufficienza da qualsiasi attacco possibile. Il bugiardo, invece, non si rinchiude in un suo universo separato, disinteressandosi se gli altri lo credano o no, ma sceglie contemporaneamente di condividere e di tradire le condizioni del comune comunicare, sceglie due volte.&lt;br /&gt;Inoltre, dal momento che la bugia deve avere un corso, non può non averlo che all’interno del linguaggio condiviso dal gruppo, ovvero all’interno del cosiddetto linguaggio-contesto che il bugiardo condivide con la comunità di parlanti in cui è inserito&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in quanto ha bisogno di condividere un linguaggio-contesto con altri, il bugiardo apporta ad esso le minori possibili variazioni che non debbano essere percepite come tali dagli altri. Il principio cui si ispira è quello del “minimo sforzo”: la bugia proprio perché deve essere forte ed efficace non è mai un’infrazione clamorosa ed ogni nuova bugia è sostenuta dalle bugie precedenti incorporate nel linguaggio-contesto condiviso.&lt;br /&gt;In realtà nessun atto linguistico è la pura e semplice ripetizione di qualcosa di già completamente contenuto in un linguaggio-contesto condiviso: ogni atto linguistico comporta almeno una piccola variazione in un dato o aspetto del contesto, nel significato di una parola o espressione etc.. Quindi, per assurdo, il veridico mente sempre un po’ in quanto apporta variazioni anche solo minime al linguaggio-contesto condiviso, contribuendo alla sua conservazione-trasformazione; e il bugiardo è sempre un po’ veridico in quanto, apportando variazioni al linguaggio-contesto, contribuisce allo stesso modo del veridico alla sua conservazione-trasformazione&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ciò non vuol dire che veritiero e menzognero siano la stessa cosa.&lt;br /&gt;Infatti un’affermazione sarà definita di volta in volta veritiera o menzognera rispetto a certe condizioni fattuali che standardizzano il contesto-linguaggio di riferimento. Ad esempio, nel caso in cui, in uno scambio comunicativo, si sia verificata un’incertezza o uno scarto nella comunicazione, si fa di solito richiesta di un chiarimento, di una precisazione, che possa essere d’aiuto nel ricollegare l’origine del misunderstanding ad una menzogna o semplicemente ad un comportamento linguistico non convenzionale.&lt;br /&gt;L’individuazione di una bugia, dunque, implica una lunga e problematica procedura di riformulazione, esplicitazione e di espansione del contesto volta ad appurare se le variazioni apportate al linguaggio-contesto vengono via via portate alla luce o sono, invece, ostinatamente presentate dal nostro mendace interlocutore come non-variazioni, come pure e semplici repliche del già condiviso.&lt;br /&gt;In sostanza, il bugiardo si configura, oltre che come prototipo dell’uomo sociale, anche come un conservatore: egli non si ferma neanche di fronte all’evidenza, in quanto tenta di far passare come già previste le variazioni da lui apportate, pur essendo queste ultime delle variazioni palesemente finalizzate a portare fuori strada l’interlocutore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È evidente che la procedura di riformulazione di cui si è detto non è che la specificazione di ciò che è l’intenzione del parlante.&lt;br /&gt;L’idea di intenzionalità sembrerebbe fungere da vera e propria ultima condizione, presumibilmente anche sufficiente, della possibilità del veritiero e del menzognero.&lt;br /&gt;Se si vuole analizzare a fondo il tema dell’intenzionalità, non si può non prendere in considerazione la riflessione filosofica di Sant’Agostino che, pur ricollegandosi a questioni più strettamente teologiche, ci offre comunque degli spunti interessanti.&lt;br /&gt;Per Agostino non tutte le falsità sono menzogne: è mendax colui che vuole ingannare, indipendentemente dalla veridicità delle sue parole. Il male non è nell’errore, ma nell’intenzione di voler fare credere ciò che si ritiene un errore, non nell’ingannarsi ma nell’ingannare. Ovvero la menzogna non è sovrapponibile all’errore.&lt;br /&gt;Di conseguenza, per arrivare ad una definizione chiara della menzogna si deve prendere necessariamente in considerazione il fattore dell’intenzionalità.&lt;br /&gt;«Non è bugiardo chi dice il falso, perché questi potrebbe sbagliarsi, potrebbe scherzare, potrebbe dire il falso per indurre a credere il vero: bugiardo è chi è doppio nella voluntas, chi vuole ingannare esprimendo, con le parole o con altri mezzi, qualcosa di diverso da ciò che crede vero, con la chiara intenzione di far passare per vero il falso». Si mente, quindi, solo se c’è intenzione di mentire. Inoltre chi mente, secondo Sant’Agostino, ha un cor duplex, un cuore doppio, perché pensa una cosa diversa da quella che dice: «ha un pensiero della cosa che sa o ritiene vera e che non dice, un altro di quella che sa o ritiene essere falsa e che dice al posto del primo. Da ciò deriva che si possa dire il falso senza mentire […] e che si possa dire il vero mentendo […]. È dunque dall’intenzione dell’animo e non dalla verità o falsità delle cosa in sé che bisogna giudicare se uno mente o non mente» &lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nella valutazione che Sant’Agostino fa della menzogna, dunque, si realizza il passaggio da uno schema diadico (basato sulla struttura mente-parola) ad uno schema triadico (basato sulla struttura mente-volontà-parola)&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;[7]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si attesta su tutt’altra posizione Garroni, che, invece, sottolinea come le intenzioni dei nostri atti, linguistici e non, siano labili ed insondabili, e quindi rappresentino solo apparentemente una condizione sufficiente della possibilità del veritiero e del menzognero.&lt;br /&gt;Le intenzioni, infatti, non sono mai così nette, anzi sono sempre un po’ ambigue, spesso molteplici, talvolta incapsulate l’una dentro l’altra come scatole cinesi. Ad esempio: si può consapevolmente mentire su aspetti di una questione ritenuti trascurabili, nella convinzione di essere intenzionalmente veridici per gli aspetti essenziali; viceversa, si può essere per un verso veridici pur essendo la nostra veridicità condizionata per altro verso da un’intenzione menzognera che tende a portare fuori strada l’interlocutore&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;[8]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste riflessioni, emerse dall’osservazione dalla realtà quotidiana, trovano conferma anche nell’opera letteraria; come sostiene Garroni «una comprensione della menzogna ha rapporti con l’opera letteraria in genere».&lt;br /&gt;Se esaminiamo i bugiardi nella letteratura, anche in questo caso non ci troviamo di fronte ad una “intenzione osservabile” che possiamo leggere direttamente nel testo.&lt;br /&gt;Infatti, pur specificando l’autore tutte le condizioni fattuali per cui una determinata bugia è una bugia, e pur attribuendo esplicitamente ad un personaggio l’intenzione di mentire, l’ambiguità e la labilità, a cui abbiamo precedentemente fatto riferimento, tendono a persistere&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn9" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn9" name="_ftnref9"&gt;[9]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;È vero, infatti, che ad un personaggio possano essere attribuite intenzioni, ma in realtà egli, in quanto personaggio, non ha intenzioni, semplicemente è il suo autore a prestargliele, spesso solo in situazioni puntuali, non estensibili al contesto complessivo dell’opera.&lt;br /&gt;Ambiguità e menzogna, d’altra parte, sono caratteristiche inerenti essenzialmente al linguaggio: sembra esistere un fondato sospetto che la bugia si inscriva nel parlare stesso. È in questo senso che si coglie l’analogia tra menzogna reale e menzogna letteraria. Dice Eco: «C’è lingua dove c’è menzogna»&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn10" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftn10" name="_ftnref10"&gt;[10]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Viceversa, la menzogna letteraria differisce dalla menzogna reale, in quanto nell’opera letteraria manca quella “buona volontà dei parlanti” che consente, nella realtà, di limitare e controllare l’ambiguità quel tanto che basta agli scopi del parlare e del comunicare. Nella realtà, le procedure di riformulazione del contesto proseguono fino al momento in cui i parlanti trovano un accordo e si ritengono soddisfatti, in un testo letterario ciò non è possibile. Ciò implica che se il personaggio è un bugiardo, lo è nella misura in cui lo si dice e lo si specifica, non oltre quella misura: non sono possibili espansioni del linguaggio-contesto, ovvero integrazioni idealmente infinite sullo stesso piano della descrizione letteraria.&lt;br /&gt;Tuttavia, l’essere bugiardo del bugiardo, proprio per la sua finitezza, non è mai una caratterizzazione definitiva e interpretativamente conclusiva: è un essere bugiardo sospeso alla sua finitezza ma aperto ad un’interpretazione idealmente infinita. Sebbene, ad esempio, un personaggio dica spesso le bugie al modo di un bugiardo per vocazione, sarebbe errato o quantomeno fuorviante interpretarlo sempre come il bugiardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un personaggio letterario, e l’opera a cui appartiene, quindi, possono essere considerati come un insieme di atti linguistici che presuppongono un linguaggio-contesto condiviso (ovvero il linguaggio-contesto della scrittura di un certo tipo di opere in un certo momento storico), che può essere modificato più o meno profondamente. Di qui la possibilità di cogliere un’ulteriore analogia tra letteratura e menzogna: entrambe hanno alla base meccanismi simili di funzionamento.&lt;br /&gt;Ma rispetto alla menzogna e alla non-menzogna (che, come abbiamo visto nel corso di questo lavoro, presuppongono condizioni di verità comuni e una problematica determinazione delle intenzioni), nell’opera letteraria si manifesta qualcosa come una vera e propria indistinzione tra veridicità e non veridicità. L’opera letteraria è insieme veridica e menzognera, e quindi né propriamente veridica, né propriamente menzognera. In essa, semplicemente, si realizza e si manifesta in modo esemplare il costruirsi, l’assestarsi e il modificarsi di un linguaggio-contesto. Nell’opera letteraria trovano espressione quelle condizioni del dire veritiero e del dire menzognero che nella realtà sono indicibili; l’opera stessa è, anzi, l’esito concreto (quindi esplicito) della comprensione (che è implicita) da parte dell’autore di ciò che è veritiero/non-veritiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo breve percorso attraverso la menzogna reale e letteraria abbiamo constatato come la condizione universale e necessaria del mentire sia precisamente e nello stesso tempo la condizione universale e necessaria dell’essere veridici. L’opera letteraria non fa altro che mettere esplicitamente sotto i nostri occhi questa duplicità, che è la prova dell’esistenza di una vera e propria vocazione alla menzogna; come dice Garroni: «vivere, fare, esperimentare, parlare, conoscere, pensare è sempre qualcosa che oscilla tra veridicità e menzogna, tra l’avere-a-che-fare-con-qualcosa e il farlo-passare-per-qualcosa-d’altro»&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn11" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftn11" name="_ftnref11"&gt;[11]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Niente di quello che ho detto è vero, non perché non sia vero ma perché l’ho detto&lt;/strong&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn12" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftn12" name="_ftnref12"&gt;&lt;strong&gt;[12]&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;,&lt;br /&gt;e viceversa&lt;br /&gt;niente di quello che ho detto è falso, non perché non sia falso ma perché l’ho detto»&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Oltre che dei bugiardi, i filosofi si sono più spesso occupati della bugia, della quale, in letteratura, esistono molteplici tassonomie. Ricordiamo in questa sede quelle di Sant’Agostino e Jean Jaques Rousseau.&lt;br /&gt;Sant’Agostino, nella seconda parte del De Mendacio, classifica le menzogne in base al loro utilizzo e in ordine decrescente di gravità:&lt;br /&gt;1. Convertire qualcuno (ed è gravissimo mentire in materia di fede);&lt;br /&gt;2. Far del male tout court;&lt;br /&gt;3. Godere dell’inganno;&lt;br /&gt;4. Fare un piacere a qualcuno nuocendo ad altri;&lt;br /&gt;5. Fare un piacere senza nuocere a nessuno;&lt;br /&gt;6. Ravvivare la conversazione;&lt;br /&gt;7. Salvare una vita;&lt;br /&gt;8. Evitare a qualcuno di subire un oltraggio impuro.&lt;br /&gt;Jean Jaques Rousseau, nelle Confessioni, classifica quattro tipi di menzogna:&lt;br /&gt;1. L’impostura, quando si mente per un vantaggio personale;&lt;br /&gt;2. La frode, quando si mente a vantaggio di altri;&lt;br /&gt;3. La calunnia, quando si mente con l’intento di nuocere;&lt;br /&gt;4. La “bugia innocente”, quando si tace o si deforma una cosa di nessuna utilità o non si reca alcun danno: è la semplice finzione.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Cfr. Oscar Wilde, La decadenza della menzogna, Mondadori, 1995, pag 41-42.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Emblema di quest'atteggiamento nei confronti della vita è la figura di Ulisse. Durante le sue peregrinazioni in giro per il mediterraneo, viene delineato un individuo ambiguo che non mente solo per salvare la propria vita e quella dei compagni, come potrebbe sembrare ad un primo sguardo, ma anche per il semplice gusto della menzogna. Cfr. Andrea Tagliapietra, Filosofia della bugia, Mondadori, 2001, pag. 126.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; La nozione di linguaggio-contesto può essere ricondotta alla concezione del linguaggio espressa da Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche. Secondo il filosofo, infatti, il linguaggio, così come è effettivamente usato, è un insieme di espressioni che svolgono funzioni diverse nell’ambito di pratiche e regole discorsive differenti; nasce in relazione ad un insieme di circostanze che egli definisce forme di vita; ed è uno strumento della vita di una comunità.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Il concetto di linguaggio-contesto ha una dinamica e non è descrivibile in maniera netta; dice Garroni: «è precisamente un centro che è immerso nella sterminata periferia del parlare in genere, estendentesi a perdita d’orizzonte e generatrice di centri virtualmente infiniti; che è in rapporto, anche d’intersezione, con innumerevoli altri centri; che è sempre disposto a modificarsi dall’interno, nonché a integrarsi o a distinguersi da altri centri in nuove configurazioni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Cfr. Agostino, De mendacio, III, 3.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;[7]&lt;/a&gt; Cfr. Andrea Tagliapietra, Filosofia della bugia, 2001, Bruno Mondatori, pagg. 257-258.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn8" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;[8]&lt;/a&gt; D’altra parte, lo stesso Garroni sottolinea l’esistenza di un rapporto tra veritiero/menzognero e tra vero/non vero affermando: «In tanto si può essere veridici e anche mentire, in quanto si sa o si presume di sapere che c’è qualcosa come il vero». Esiste quindi un’esigenza, una richiesta di verità, da cui non possono esimersi né il veridico né il non veridico.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn9" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftnref9" name="_ftn9"&gt;[9]&lt;/a&gt; Come si sa, anche il fatto che un mentitore si dichiari tale non è esente da gravi difficoltà interpretative, come dimostra l’antico Paradosso del mentitore, noto anche come Antinomia del cretese.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn10" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;postID=6122550911805876444#_ftnref10" name="_ftn10"&gt;[10]&lt;/a&gt; «Il linguaggio non serve a conoscere una eventuale realtà, ma a sfiorarla, a non vederla, pur sapendo esattamente dove si trova, anzi presupponendo appunto che questo si sappia in modo indubitabile». Cfr. Giorgio Manganelli, La letteratura come menzogna, 1985, Adelphi ,p. 14.&lt;br /&gt;Il linguaggio può limitarsi a sfiorare la realtà, conosciuta integralmente solo dal pensiero. La letteratura è quindi la più onesta espressione dell’artificialità del linguaggio: è consapevole della sua limitatezza, e sin dal principio si propone fisiologicamente menzognera.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn11" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftnref11" name="_ftn11"&gt;[11]&lt;/a&gt; Emilio Garroni, “Osservazioni sul mentire” in Osservazioni sul mentire e altre conferenze, Teda Edizioni, 1994, pag 39.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn12" href="http://www2.blogger.com/post-edit.g?blogID=4981754247426493315&amp;amp;postID=6122550911805876444#_ftnref12" name="_ftn12"&gt;[12]&lt;/a&gt; Tommaso Landolfi, “La muta” in Tre racconti, Vallecchi editore, 1964.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-6122550911805876444?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2007/04/osservazioni-sul-mentire.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_If3lo_NZYgY/Rieora4WTFI/AAAAAAAAAAM/fxxsNyPWQss/s72-c/Osservazioni+sul+mentire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-7737421360485028836</guid><pubDate>Wed, 29 Nov 2006 22:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-12T02:00:24.551+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><title>Piano di Info-Comunicazione</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Presentazione del caso aziendale &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;“Centrale del latte di Salerno”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell'Università degli studi di Salerno nella raccolta &lt;a href="http://www.dise.unisa.it/quaderni_pubblicati_dal_dipartimento.php"&gt;Quaderni&lt;/a&gt; in "&lt;strong&gt;Lo strano mestiere di "vendere" notizie. Tracce sparse di news marketing &lt;/strong&gt;" n° 19, 2006 (&lt;a href="http://www.unisa.it//download/76_38_1785197880_paperunisa2.pdf"&gt;CLICCA QUI PER SCARICARE IL FILE&lt;/a&gt;) .&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Centrale del latte di Salerno, a differenza di quanto possa indurre a immaginare la popolarità del suo marchio e del suo nome, è, con i suoi 49 dipendenti, una delle tante piccole e medie imprese che hanno fatto la storia dell’economia salernitana.&lt;br /&gt;Nata nel 1928, è presente ormai da quasi ottant’anni sul mercato locale, vantando una leadership indiscussa in termini di qualità controllata e certificata dei prodotti e dei processi di produzione, ma anche in termini di ampiezza e varietà della gamma.&lt;br /&gt;Parlando, invece, in termini di posizione all’interno del mercato di riferimento, la Centrale del latte si trova a competere, oltre che con marchi diffusi su scala nazionale come Parmalat o Granarolo, solo per citarne alcuni, anche con un marchio campano, Latte Berna, che può contare su una grande fetta di quote di mercato derivanti da un ampio e consolidato bacino di consumatori presenti in tutta la regione, marchio che per questo motivo si configura come il vero market leader, nei confronti del quale la Centrale del latte di Salerno si pone in posizione di challenger, ovvero di sfidante.&lt;br /&gt;La sfida di mercato che vede protagonisti, sul limitato terreno del mercato locale, queste aziende e i loro marchi si realizza sulla base di presupposti strategici antitetici:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la strategia portata avanti dalla Centrale del latte di Salerno si fonda sul vantaggio competitivo derivante dalla differenziazione e dalla qualità certificata e garantita dell’offerta (premium price);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la strategia competitiva di marchi come Berna, o come quelli nazionali, si fonda sulla riduzione del prezzo (price competition), che rende i prodotti più appetibili perché alla portata delle tasche di chiunque, soprattutto di chi consuma quotidianamente grandi quantità di latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È possibile completare quest’analisi di scenario tracciando un quadro che rispecchia sia l’orizzonte del breve periodo sia le prospettive future, e che vede un mercato come quello del latte sostanzialmente statico (anno dopo anno le sue dimensioni tendono a rimanere costanti, per cui ogni singola azienda per crescere deve cercare di sottrarre quote alla concorrenza) e saturo (non ha più potenzialità di sviluppo perché la penetrazione, ovvero la percentuale del totale di consumatori potenziali raggiunta dal prodotto, ha raggiunto il suo massimo, quindi la sopravvivenza delle aziende è legata alla loro capacità di differenziare i prodotti, lavorare sulla loro qualità o intervenire sul loro prezzo).&lt;br /&gt;Anche un prodotto come il latte ha delle caratteristiche precise, ovvero è un bene di prima necessità (soddisfa, cioè, un bisogno di base) e di largo consumo (è un bene destinato ad un ampio gruppo di consumatori, a basso prezzo e ad alta frequenza d’acquisto), caratteristiche che non lasciano libertà a sufficienza per elaborare campagne di comunicazione innovative e ad alto impatto.&lt;br /&gt;Una questione di fondamentale importanza, alla quale fanno capo sia la pianificazione di marketing che quella di comunicazione, è la progettazione e definizione del target group. Prima di andare ad analizzare quali siano state in tal senso le scelte della Centrale del latte, è necessario precisare che non bisogna assolutamente confondere il target group che risponde all’obiettivo di marketing (detto in parole semplici, i consumatori a cui si vuol vendere il prodotto) con il target group che risponde all’obiettivo di comunicazione (le persone di cui ci si propone di cambiare gli atteggiamenti nei confronti del prodotto). I due gruppi possono a volte coincidere, ma nella maggior parte dei casi il target di comunicazione è molto più ampio del target di marketing, sia perché per raggiungere quelli che si desidera acquistino il prodotto è necessario contattarne molti di più, sia perché è comunque utile creare un alone di favore e di notorietà per il prodotto anche presso un pubblico che non necessariamente diventerà acquirente.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il caso in esame, si verifica una condizione estremamente sfavorevole all’azienda: il target di comunicazione della Centrale è sostanzialmente più ristretto di quello di marketing. Infatti a fronte di un target di marketing potenzialmente estensibile a tutte le fasce di consumatori (bambini, giovani, adulti –in particolare donne- ed anziani; persino gli intolleranti al lattosio, a cui è rivolta la linea Fresco Allegro di prodotti delattosati) grazie alle proprietà intrinseche del latte e alla qualità e varietà dei prodotti offerti, il target di comunicazione è calibrato essenzialmente su un pubblico composto da bambini e, in seconda battuta, da donne.&lt;br /&gt;L’evidenza a sostegno di questa affermazione ci giunge dal fatto che le tattiche comunicative della Centrale del latte di Salerno fanno leva per lo più su forme di comunicazione come la pubblicità commerciale e la promozione delle vendite (operazioni a premi), che si rivolgono ai cosiddetti responsabili degli acquisti (coloro che non necessariamente consumano il prodotto, ma, acquistandolo nei punti vendita, sono fondamentali nello scegliere una marca piuttosto che un’altra) –che nella stragrande maggioranza dei casi sono donne- o la sponsorizzazione ed organizzazione di eventi a beneficio delle scuole elementari, che fanno appello ai bambini nel loro ruolo di consiglieri-decisori (coloro che senza essere direttamente coinvolti nell’acquisto, ma rappresentando però i consumatori finali, con i loro suggerimenti indicano al responsabile degli acquisti quale marca comprare).&lt;br /&gt;Per allargare il target pubblicitario, con lo scopo di raggiungere tutti i consumatori potenziali ed entrare in una fase di espansione del mercato, suggeriamo, come volàno di sviluppo, lo sfruttamento delle ottime capacità di pubbliche relazioni dimostrate dall’azienda nel corso degli anni, attraverso forme di comunicazione alternative che possano sollecitare l’interesse degli opinion leaders e dei mass media.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ipotesi di piano di info-comunicazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un noto paradosso recita pressappoco così: «Se un albero cade in una foresta deserta, fa rumore?».&lt;br /&gt;Mutatis mutandis, anche i responsabili del reparto comunicazione della Centrale del latte di Salerno, allo scopo di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei meccanismi comunicativi messi in atto dall’organizzazione, dovrebbero domandarsi: «Se la nostra impresa, il suo marchio, i suoi prodotti e le sue attività non sono sufficientemente pubblicizzati, si riesce comunque ad attirare l’attenzione dei pubblici di riferimento?». La risposta che chiunque darebbe a quest’ultima domanda è “No”.&lt;br /&gt;Il motivo è semplice: il successo di un’impresa e il mantenimento del vantaggio competitivo nel tempo sono legati innanzitutto alle competenze distintive e ai valori guida dell’impresa, al suo modo di operare, alle caratteristiche della sua offerta (elementi, questi, che risultano tutti di alto profilo nel caso della Centrale del latte), ma anche alla capacità dell’impresa stessa di comunicare questi elementi all’esterno, rendendosi quasi trasparente agli occhi dei soggetti che non vivono e non operano al suo interno (siano essi consumatori attuali o potenziali, rivenditori, opinion leaders o l’opinione pubblica in generale) e consentendo loro di avere un’idea, quanto più fedele possibile alla realtà, del valore dell’impresa.&lt;br /&gt;L’attività di comunicazione della Centrale del latte di Salerno, pur potendo fare affidamento su di un valido Ufficio Marketing, non ha ancora raggiunto la piena maturità. Infatti si privilegiano forme di comunicazione tradizionali, più facili da realizzare (in quanto più diffuse nella prassi), ma meno sicure nella qualità e nell’efficacia dell’impatto sui pubblici (dal momento che spesso ricalcano dei cliché comunicativi, invece di cogliere l’identità caratteristica dell’azienda che comunica).&lt;br /&gt;La Centrale del latte, infatti, a tutt’oggi, concentra la maggior parte degli sforzi comunicativi sul fronte del classico advertising (spot televisivi e radiofonici, inserzioni sui quotidiani, cartellonistica ed affissioni – il cui linguaggio, a nostro avviso, andrebbe per giunta aggiornato e arricchito di appeal per le nuove generazioni, seguendo, ad esempio, il modello della campagna collettiva “Got Milk?” dei produttori statunitensi di latte) e dell’organizzazione o sponsorizzazione di eventi (ricorrono annualmente, solo per citarne alcuni più significativi, la manifestazione “I love latte” o i convegni sulla sana alimentazione) tralasciando completamente il sostegno che potrebbe provenire da una parallela attività di “pubbliche relazioni”, e in particolare di relazioni con la stampa in una prospettiva di news-marketing. Un tale tipo di attività, nota anche col nome di publicity o di propaganda, presenta dei risvolti positivi di rilievo non trascurabile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- è a costo zero, in quanto è una forma di comunicazione mediatica costituita da qualsiasi forma di notizia o commento editoriale non pagato ma commercialmente rilevante, il cui contenuto, definito dagli opinion leaders (giornalisti), riguarda idee, prodotti, eventi o istituzioni;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- possiede un elevato grado di credibilità, in quanto il messaggio veicolato non è elaborato e gestito dall’azienda in un apposito spazio acquistato, come avviene per la pubblicità, ma viene filtrato in maniera imparziale dai mezzi di comunicazione di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ben gestito, dunque, questo tipo di comunicazione è in grado di raggiungere i pubblici influenti con l’obiettivo di far conoscere l’impresa, di creare goodwill nei suoi confronti e, contemporaneamente, notorietà per i suoi prodotti.&lt;br /&gt;Le linee di intervento che, a seguito di quest’analisi, suggeriamo alla Centrale del latte di Salerno vanno in una direzione che privilegia l’aspetto del news-marketing a supporto di una comunicazione che è gia attiva, sviluppata, nonché caratterizzata da tematiche specifiche e ben riconoscibili. È auspicabile, quindi, la creazione di un Ufficio stampa, che, con la sua attività, mantenga alto il livello di visibilità dell’azienda e stimoli l’attenzione e l’interesse dei giornalisti sui prodotti e sulle iniziative dell’azienda, in particolare attraverso l’emanazione di comunicati stampa mirati, costruiti attorno a specifiche tematiche aziendali che possano sostenere il valore informativo delle notizie e suscitare interesse nel pubblico, a prescindere dalla mera attività promozionale.&lt;br /&gt;Questo upgrade organizzativo non costituirà, per la Centrale del latte di Salerno, chissà quale impresa titanica, dal momento che la logica della qualità è parte integrante dell’azienda, a tutti i livelli della filiera. I contenuti della comunicazione, dunque, non mancano. Occorre solo dar loro una voce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-7737421360485028836?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/piano-di-infocomunicazione-per-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-6178805996931196135</guid><pubDate>Thu, 23 Nov 2006 17:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-22T21:01:04.496+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Associazione Salerno Giovani</category><title>Associazione Salerno Giovani</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/63809/logo%20def.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/289940/logo%20def.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;L'&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;ASSOCIAZIONE SALERNO GIOVANI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;nasce nell'estate 2006 con l'obiettivo di rendere Salerno una città a misura di giovani, vitale e dinamica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Siamo un'associazione che si occupa dell'organizzazione di Eventi Culturali &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;(ed io, in particolare, sono responsabile del SETTORE MUSICA).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Nei week-end di Luglio 2006 l'&lt;em&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/em&gt; ha organizzato una manifestazione musicale in citta dal nome&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;"L'&lt;em&gt;Altra&lt;/em&gt; Movida"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;alla quale hanno partecipato gruppi di musicisti campani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il 23- 24- 25 Settembre 2006, l'&lt;em&gt;Associazione Salerno Giovani&lt;/em&gt; ha gestito l'organizzazione de la &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;"Fiera Della Creatività"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;che ha dato la possibilità di far conoscere diverse arti creative &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;(musica, teatro, writers, poesia, danza, artisti di strada, ecc)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-6178805996931196135?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/associazione-salerno-giovani.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-48909087203977716</guid><pubDate>Thu, 23 Nov 2006 16:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-18T21:59:20.282+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazione e Marketing</category><title>Project Work "CELIAqui"</title><description>A cura di Arminante Antonella, De Luca Melania, Gualtieri Teresa.&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/691399/logo%20sotto.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il logo appositamente creato per realizzare il NOSTRO progetto di e-marketing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;NOME DELL’IMPRESA&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;CELIAqui – La bottega dei prodotti senza glutine&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MISSION&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;CELIAqui è un’azienda distributrice di prodotti alimentari senza glutine nata con l’obiettivo di sviluppare soluzioni ai problemi di natura pratica e psicologica che le persone affette da celiachia incontrano quotidianamente nel rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine. Attraverso la Rete offriamo un servizio di distribuzione e consegna a domicilio, su tutto il territorio nazionale, di un’ampia gamma di prodotti di alta qualità ma di difficile reperimento, tutti presenti nel prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia) e quindi autorizzati dal Ministero della Salute. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Raggiungere i più alti standard di customer satisfaction attraverso un’offerta di prodotti eccellenti per gusto, varietà e sicurezza&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VISION&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In risposta alla crescente incidenza della celiachia in Italia e alla difficoltà di trovare negozi che vendano un vasto assortimento di prodotti inseriti nel prontuario AIC, intendiamo sviluppare capillarmente la nostra presenza sul mercato italiano e potenziare le nostre competenze distintive per garantire al nostro cliente la possibilità di scegliere e non di accontentarsi. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Migliorare lo stile di vita dei celiaci partendo dall’alimentazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ELEMENTI STRATEGICI DEL PROGETTO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;- Target&lt;/strong&gt;: Il pubblico a cui ci rivolgiamo è essenzialmente costituito dalle persone affette da celiachia e dalle loro famiglie (ovvero dai genitori in qualità di responsabili degli acquisti, cioè coloro che non necessariamente consumano il prodotto ma lo acquistano per conto dei loro figli affetti da tale patologia). La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in molti cereali. In Italia l’incidenza di tale intolleranza è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci, dunque, sarebbero potenzialmente circa 400.000, ma ne sono stati diagnosticati solo 35.000. Ogni anno vengono effettuate 5.000 nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo del 9%. La dieta senza glutine è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute. (Fonte: &lt;a href="http://www.celiachia.it/"&gt;www.celiachia.it&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;- Posizionamento&lt;/strong&gt;: Il sito di e-commerce &lt;a href="http://www.celiaqui.com/"&gt;http://www.celiaqui.com/&lt;/a&gt; si colloca all’interno di un mercato che fondamentalmente non offre ai clienti nessuna valida alternativa on line ai retailer tradizionali. Nel caso dei prodotti alimentari per celiaci i principali distributori on land sono le farmacie presso le quali è possibile spendere il buono mensile erogato dalle ASL. Tuttavia le farmacie non possono permettersi di ospitare all’interno dei loro magazzini assortimenti variegati di tali prodotti, per cui il cliente (che è obbligato a spendere il buono mensile interamente presso una sola farmacia) deve accontentarsi delle marche – poche – e dei prodotti – altrettanto poco numerosi – trattati dalla farmacia scelta, senza avere la possibilità di costruirsi una lista della spesa composita. Per quanto riguarda la situazione on line, la maggior parte dei siti che trattano prodotti alimentari per celiaci rimanda, per la vendita, ai propri negozi sparsi sul territorio, oppure, nel caso di siti in cui è prevista l’opzione di e-commerce, si tratta di negozi mono brand. &lt;a href="http://www.celiaqui.com/"&gt;http://www.celiaqui.com/&lt;/a&gt; si presenta on line come sito di e-commerce che offre un catalogo di prodotti multibrand per consentire al cliente di spendere il buono mensile nella massima libertà di scelta.Questa scelta di posizionamento è supportata da una strategia di lock-in, strategia essenzialmente assimilabile a qualunque azione di marketing volta a trattenere il cliente in una relazione con l’impresa finalizzata alla transazione commerciale. Il lock-in impatta di conseguenza sui costi comportamentali del consumatore. Qualora questi abbandoni il sito si trova infatti costretto a rinunciare a elementi e funzionalità che da un lato rendono più veloce l’esperienza di acquisto, e dall’altro spiegano un ventaglio di scelte inimmaginabile per una spesa fatta in farmacia. Le modalità per legare il cliente al nostro sito fanno riferimento a: sconti mirati; programmi fedeltà; customizzazione del percorso di navigazione (interfaccia “MyShop”); offerta di servizi esclusivi. Il lock-in e le annesse azioni di personalizzazione consentono di facilitare la ritenzione dei clienti e di limitare i tassi di churn della clientela, evitando che il cliente passi a un altro retailer o e-tailer nell’operare le transazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;TIPO DI PRESENZA IN RETE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;CELIAqui è un’azienda pure player e come tale opera esclusivamente in Rete, rivolgendosi direttamente al consumatore finale (B2C).&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;SCELTE DI LOCATION&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Livello di sviluppo del sito&lt;/strong&gt;: Sito interattivo con opzione dell’e-commerce e del servizio post-vendita&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;- Tipologia degli infomediari utilizzati&lt;/strong&gt;: L’infomediazione è l’epicentro della creazione di valore nella Rete di connessioni virtuali che si sostanzia sul mercato. Gli infomediari sono operatori specializzati nella raccolta, selezione, organizzazione ed erogazione delle informazioni; attraverso la loro attività sono in grado di garantire congiuntamente portata (reach), varietà (richness) e capacità relazionale. Per questo motivo è determinante ai fini del conseguimento di un vantaggio competitivo che i contenuti del nostro sito siano presi in considerazione da tali operatori. Ci avvarremo, dunque, di infomediari quali: motori di ricerca (Google) e directories (Virgilio) – strumenti che risultano essere di grande aiuto nel percorso di navigazione per individuare l’offerta informativa che interessa; editori, ovvero siti che offrono informazioni su argomenti specifici (&lt;a href="http://www.celiachia.it/"&gt;www.celiachia.it&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SCELTE RELATIVE ALL’ASSORTIMENTO E ALLE VARIABILI MERCEOLOGICHE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;- Assortimento&lt;/strong&gt;: CELIAqui offre un assortimento di tipo specialista, ovvero una gamma di prodotti poco ampia nel numero di categorie merceologiche ma profonda nel numero delle referenze per ciascuna categoria. Per conoscere nel dettaglio i prodotti inclusi nel nostro catalogo consultare l’Allegato 1.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Variabili merceologiche&lt;/strong&gt;: La nostra offerta è costituita esclusivamente da prodotti alimentari di uso quotidiano. Essi sono solitamente definiti come prodotti banali, ovvero “prodotti che il consumatore acquista con frequenza e riducendo al minimo lo sforzo di acquisto e di comparazione” (Kotler 1996). Di conseguenza sembrano essere i prodotti meno adatti ad essere commercializzati on line. Tuttavia, i prodotti alimentari per celiaci possiedono la caratteristica di essere difficilmente reperibili nel mercato locale (sono distribuiti prevalentemente dalle farmacie – e le farmacie non sono presenti in tutti i centri abitati di Italia), il che li rende adatti alla vendita on line. Pertanto, li definiremo come prodotti banali che si prestano alla vendita on line.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SCELTE RELATIVE AI PROCESSI LOGISTICI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;- Modelli alternativi di consegna&lt;/strong&gt;: La nostra impresa fa riferimento ad una rete di fornitori ; il cliente invia l’ordine a CELIAqui che lo trasferisce al fornitore. Quest’ultimo invia i prodotti ordinati al nostro deposito e da qui vengono consegnato al cliente. Il modello di consegna da noi implementato è il network–based delivery, un modello innovativo che permette di ridurre al minimo i costi di logistica in uscita e che ben si adatta ad un’impresa di sola distribuzione, qual è appunto CELIAqui.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SCELTE RELATIVE AD ALTRI SERVIZI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Gestione e registrazione degli ordini&lt;/strong&gt;: La gestione la registrazione degli ordini avverrà attraverso due strumenti: il carrello elettronico e un’interfaccia grafica personalizzata detta “MyShop”.&lt;br /&gt;Il carrello elettronico tiene traccia degli articoli che si selezionano per l’acquisto e permette di controllare cosa contiene, aggiungervi nuovi prodotti o rimuovere quelli che vi sono già. Per ordinare un articolo è sufficiente cliccare sull’immagine o sul nome del prodotto: tutti i dettagli relativi, compresi il prezzo, il codice e altre informazioni, sono memorizzate automaticamente dal sistema. Per procedere al pagamento della merce o dei servizi scelti è sufficiente selezionare un pulsante per concludere la transazione. Una volta indicata la modalità di pagamento, i vari dati saranno elaborati e la procedura d’acquisto sarà conclusa. L’ordine inviato dal cliente sarà accettato solo se l’intera procedura d’ordine sarà stata completata regolarmente e in modo corretto senza alcuna ricezione di messaggi di errore da parte del sito. CELIAqui non inserirà nella spesa prodotti non espressamente richiesti dal Clienti (salvo eventuali iniziative promozionali sul prodotto). Nella sua casella di posta elettronica il cliente riceverà conferma dell’ordine effettuato, con il riepilogo dei prodotti, dei relativi prezzi e delle condizioni generali e particolari applicabili all’ordine stesso.&lt;br /&gt;Con l’interfaccia grafica personalizzata “MyShop” il cliente può salvare le precedenti liste della spesa, memorizzare più di un recapito per la consegna e personalizzare tutte le opzioni relative alla spedizione in modo da ottenere un servizio più rispondente alle sue esigenze e rendere, inoltre, l’esperienza d’acquisto più rapida.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Strumenti di e-CRM utilizzati&lt;/strong&gt;: CELIAqui dispone di FAQ, di una mappa del sito, di un motore di ricerca interno (per individuare con rapidità i prodotti del catalogo o i contenuti del sito che più interessano), di una newsletter (con la cosiddetta funzione di alert, per dare la possibilità al cliente di essere informato tempestivamente su tutte le novità relative al catalogo dei prodotti e alle promozioni in corso, nonché sugli aggiornamenti della sezione convegni, fiere, ristoranti specializzati, ricette personali e regionali), di un’assistenza clienti via e-mail (per rispondere a tutti quei quesiti dei clienti che non abbiano già trovato una risposta nelle FAQ), di un’assistente virtuale e di una guida all’acquisto (che accompagnano l’utente alle prime armi nell’esperienza di shopping e di acquisto) e di un customer database (per conoscere, interpretare e anticipare le esigenze dei consumatori, nonché raggruppare tutte le informazioni su un determinato cliente);&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Modalità di consegna previste&lt;/strong&gt;: CELIAqui consegna su tutto il territorio nazionale; il costo della spedizione a domicilio non è compreso nel prezzo dei prodotti. Le spese di spedizione sono fisse. La scelta di stabilire una tariffa indifferenziata forfettaria può permettere di migliorare i risultati delle vendite: i consumatori, infatti, dovendo pagare una certa somma indipendentemente dalla quantità acquistata sono incentivati ad aumentare i volumi d’acquisto, “ammortizzando” così i costi di trasporto.&lt;br /&gt;I prodotti ordinati vengono consegnati in pacchi sigillati nel luogo, nel giorno e nell’orario confermati al momento della registrazione dell’ordine. È possibile per il cliente concordare col corriere orario della consegna e diversi recapiti. Qualora si verifichino disservizi, CELIAqui si assume l’impegno di informare tempestivamente i clienti.&lt;br /&gt;Sistemi di pagamento previsti: CELIAqui offre la possibilità di effettuare pagamenti sia on line che off line. Nel primo caso il pagamento avverrà con carta di credito o carta prepagata, nel secondo mediante bonifico bancario o contrassegno; è prevista inoltre una quota fissa di 3.50 euro per ciascuna spedizione in contrassegno.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SCELTE DI PRICING&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La più semplice modalità di pricing in Rete è quella dei prezzi stabiliti dall’azienda, senza alcuna forma di coinvolgimento attivo da parte del consumatore finale, che si limita semplicemente ad esprimere o meno il proprio consenso attraverso la decisione o il rifiuto dell’acquisto alle condizioni imposte dal venditore. Per quanto tradizionale e lontano dalle logiche di interattività del Web, anche un simile meccanismo -prevalente nei mercati, come il nostro, in cui il numero degli acquirenti è significativamente superiore rispetto a quello dei rivenditori- presenta alcuni vantaggi, che consitono nei bassi costi di transazione (non essendo necessaria alcuna forma di contrattazione) e nella percezione di equità che ne deriva per l’acquirente, dal momento che tutti i consumatori pagano esattamente lo stesso prezzo per il medesimo prodotto.&lt;br /&gt;In particolare, la scelta di CELIAqui ricade su un metodo di pricing stabilito direttamente dall’azienda detto bundling. Esso è caratterizzato dalla creazione di pacchetti di offerta articolati, finalizzati al soddisfacimento di grappoli di bisogni complessi, che richiedono al consumatore il pagamento di un prezzo complessivo per la fruizione del bundle di prodotti e servizi messo a punto da un unico fornitore nell’ambito della catena del valore virtuale. Il prezzo di un pacchetto è generalmente inferiore a quello della somma delle parti che lo compongono e l’integrazione di più prodotti all’interno di un unico bundle permette la vendita anche alla frazione di acquirenti che non sarebbero disposti ad acquistare alcuni dei prodotti inclusi a prezzo pieno. Essenziale è, in questo caso, non offrire sconti su prodotti che i consumatori acquisterebbero comunque.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;SCELTE DI COMUNICAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per illustrare le scelte di comunicazione della nostra azienda ricorreremo alla schematizzazione concettuale espressa nella ruota del communication mix, schema elaborato per mostrare le combinazioni di aree, forme, mezzi e veicoli attivabili da un’azienda nella sua attività di comunicazione.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le aree, in questa sede ci occuperemo esclusivamente della comunicazione di marketing, quella cioè che ha per oggetto il prodotto e per destinatario il cliente.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le forme, CELIAqui ha scelto di praticare:&lt;br /&gt;- e-advertising à Above the Web : Keyword advertising;&lt;br /&gt;Below the Web: e-mail&lt;br /&gt;- promozioni on line sul prodotto (3x2; sconti, consegne gratuite per chi acquista con una data frequenza)&lt;br /&gt;- e-merchandising&lt;br /&gt;Si spera di poter essere oggetto anche di passaparola telematico spontaneo, dal momento che CELIAqui è uno dei pochissimi siti di e-commerce che commercializza prodotti per celiaci.&lt;br /&gt;Il mezzo attivato è, ovviamente, Internet.&lt;br /&gt;I veicoli attraverso cui si vogliono realizzare le forme di comunicazione sopra elencate sono i seguenti:&lt;br /&gt;- motori di ricerca (Google)&lt;br /&gt;- sito web (&lt;a href="http://www.celiaqui.com/"&gt;www.celiaqui.com&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POLITICA DI SICUREZZA E PRIVACY&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al fine di garantire elevati livelli di sicurezza e ridurre il rischio percepito, CELIAqui ricorre, per le transazioni eseguite con carta di credito, al protocollo SET (Secure Eletronic Transaction).&lt;br /&gt;CELIAqui procederà al trattamento dei dati personali del cliente nel rispetto delle normative vigenti in materia di privacy.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-48909087203977716?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/project-work-celiaqui.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-2514492698553577707</guid><pubDate>Wed, 22 Nov 2006 16:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-08T00:37:29.195+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Pubblicità e Semiotica</category><title>La mia tesi...</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;"Musical... mente"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;POLISEMIA DELLA MUSICA IN PUBBLICITA'&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;L'obiettivo della mia tesi è stato quello di raccontare, in modo creativo ed originale, il ruolo della musica nella vita di tutti i giorni, nelle tecnologie dei new media e, soprattutto, nella &lt;em&gt;comunicazione pubblicitaria.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Mi sono maggiormente soffermata sugli aspetti &lt;strong&gt;SEMIOTICI &lt;/strong&gt;(di senso) dell'utilizzo della musica negli spot pubblicitari, e non solo sull'aspetto evocativo che la musica determina sul consumatore del prodotto pubblicizzato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La mia analisi vuole mettere in evidenza la funzione &lt;em&gt;polisemica&lt;/em&gt; (che ha cioè più di un significato) della musica e porre l'attenzione sulla sua capacità primaria, innata e naturale, di generare&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; emozioni e creare significati!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;LO SPOT&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;“Levi’s Engineered jeans - libertà di movimento” è uno spot suggestivo, una pubblicità emozionante che tende ad esaltare più lo spessore contenutistico della metafora sulla quale è costruita, piuttosto che il fine promozionale per il quale è stato concepito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Nessuna voce narrante spiega le immagini o parla del prodotto: il potere narrativo è conferito principalmente al visivo, alle immagini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Lo spot ha ottenuto, oltre al largo consenso di pubblico, anche un importante riconoscimento nel galà di premiazione del “Mezzo minuto d’oro” (secondo classificato nell’anno 2002). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;L’aspetto più significativo di questo filmato pubblicitario non riguarda tanto le questioni di carattere tecnico, quanto piuttosto le scelte narrative. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;La versione lunga dello spot può essere divisa in &lt;strong&gt;tre macro-sequenze&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La prima&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; macro-sequenza comincia con un ragazzo che apre una porta, indietreggia, si ferma un attimo e poi inizia a correre e a spaccare tutti i muri che trova sul suo cammino. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Durante la corsa del ragazzo appare sulla scena una ragazza che, anche lei, si lancia contro i muri e li attraversa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;I protagonisti corrono su due percorsi diversi e, forse, ancora non sanno di essere in due. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La seconda&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; macro-sequenza ci mostra i due protagonisti nella stessa stanza. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I ragazzi si sono accorti di non essere soli a correre, adesso camminano, lentamente, e si guardano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;I volti dei due sono tesi, i ragazzi non si sorridono, si guardano intensamente per qualche momento e poi, ricominciano a correre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La terza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; macro-sequenza si apre con un ennesimo muro che si rompe, questa volta il muro è quello di un edificio: i ragazzi adesso si trovano all’esterno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Corrono sugli alberi, accelerano la loro corsa come in volata finale verso un traguardo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Un ultimo balzo e, dopo i muri e gli alberi, adesso si trovano nell’atmosfera, stanno continuando a correre nello spazio infinito, in assenza di gravità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Lo spot si arresta, ma i due ragazzi no, sono ancora in movimento e la loro corsa non è ancora finita.&lt;/span&gt;.!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;Quale esempio migliore di questo, di uno spot che non “dice niente”, ma che si basa esclusivamente sull’effetto evocativo delle immagini, per capire e analizzare il ruolo della banda sonora di uno spot pubblicitario? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;I TOPIC&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;Lo spot è completamente incentrato sulla corsa e sul movimento senza costrizioni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Ma per quale motivo i due ragazzi corrono?&lt;br /&gt;Si corre per raggiungere qualcuno o qualcosa, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;ma anche per fuggire da qualcuno o da qualcosa; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;spesso si corre per divertimento, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;ma ancora più sovente per competizione; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;si corre per scaricare la tensione, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;o anche per esprimere rabbia e dissenso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;TOPIC&lt;/strong&gt; (filoni interpretativi) della corsa sono molteplici e tutti plausibili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;Allo spot senza musica sono state date molteplici interpretazioni, ma come si può indirizzare lo spettatore verso una piuttosto che un’altra? L’esperimento di montaggio che ho realizzato ha lo scopo di dimostrare come melodie diverse, montate su uno stesso visivo, riescano ad indirizzare la nostra interpretazione verso un topic piuttosto che un altro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione della Versione Originale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000066;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Spot Originale - “Sarabande” di Haendel&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yLCbiAjhwK4"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=yLCbiAjhwK4&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Il topic utilizzato dalla Levi’s nella versione originale dello spot è quello della Complicità amorosa: i due ragazzi sono due fidanzati, la metafora soggiacente è quella del rapporto amoroso che si evolve drammaticamente in un’irrazionale corsa verso il nulla, e quindi verso il sacro. È l’amore che si svela in tutta la sua dirompente forza anarchica, che spinge dall’interno e che fa mettere in discussione addirittura le leggi della fisica (spaccare i muri, correre sui tronchi degli alberi, fluttuare nello spazio). I volti dei protagonisti esaltano il senso della passione e il desiderio di spingersi insieme al proprio compagno/a oltre le soglie del possibile.&lt;br /&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione della Fuga.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Spot Fuga - V Sinfonia di Beethoven&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=mt0P8rDWL6w"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=mt0P8rDWL6w&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Approfittando della portata comunicativa e dalla fama di tale pezzo, si cerca, in questa versione, di rendere il senso d’inquietudine e di sospensione, creando l’attesa del “ ta ta ta taa, ta ta ta taa”. Attesa si risolve in due momenti dello spot (quando lei e lui si guardano e nel finale). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L’emozione suggerita è quella della paura, dell’incertezza e dell’ignoto.&lt;br /&gt;Le note e le scale armoniche, nonché l’attesa del momento topico della sinfonia, riescono a creare l’effetto di tensione e paura cercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Seguendo il topic della Fuga, i due protagonisti ci apparirebbero inquieti, tormentati, spaventati. Lui corre rabbiosamente, lei urla. S’incontrano e si guardano, e poi ricominciano a fuggire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione della Vitalità&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;Spot Vitalità - “Objection” di Shakira&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=sxCe4bmCN2I"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=sxCe4bmCN2I&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000066;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il ritmo incalzante, dinamico e continuo accompagna i ragazzi dal primo scatto all’ultimo salto. La musica è fresca e allegra e il sincronismo con le immagini dà alla corsa un senso divertito; la competizione non è negativa. I due sono giovani e scattanti, e corrono perché hanno la forza e la vitalità per farlo. Un grido finale, allegro e sincronico, chiude le immagini e lo spot.&lt;br /&gt;Il senso di vitalità è reso dall’andatura melodica e ritmica del pezzo che trasmette sensazioni d’allegria e movimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Se seguiamo il topic della Vitalità, i giovani sembrano correre per mettersi alla prova;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;sono dinamici ed ambiziosi, osano, riescono a compiere azioni e a realizzare progetti apparentemente impossibili (hanno il coraggio di andare contro i muri e la forza per abbatterli, non aggirarli), sono in continuo movimento, non si accontentano, cercano nuovi stimoli, continuano a correre anche quando arrivano nello spazio (il volo nell’infinito non è un punto d’arrivo, non è la meta, non è il fine, non è il traguardo, ma è un nuovo inizio). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione della Competizione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;Spot Competizione - “Bring me to life” di Evanescence &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=URhjhZ2FmdU"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=URhjhZ2FmdU&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il pezzo degli Evanescence è molto ritmato ed è cantato a due voci: un uomo ed una donna si alternano nel brano musicale come nello spot. La voce della donna è più alta, urlata; la voce dell’uomo è decisa e più grave. Lo scontro delle voci è lo stesso delle immagini e del topic. Il finale dello spot è affidato a note d’intensità più bassa che si ripetono, e che lasciano immaginare che la corsa non sia ancora finita.&lt;br /&gt;In questo caso è il riferimento iconico ad essere determinante. La voce femminile che urla s’alterna alla voce maschile che risponde. In questo caso è l’influenza del codice sotteso al genere “rock” che media e orienta l’interpretazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;Seguendo questo filone interpretativo i due protagonisti esprimono il tragico confronto di due personalità. Un uomo ed una donna in una sfida all’ultimo salto, in lotta per emergere, in corsa folle per raggiungere, prima dell’avversario, l’obiettivo, la meta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il fatto che siano un ragazzo ed una ragazza potrebbe far pensare alla sfida di due mondi (quello maschile e quello femminile): le donne non vogliono sentirsi inferiori agli uomini, e gli uomini non ci stanno a “cedere il passo” alle donne. Lei è spinta dalla rabbia e urla, lui dall’orgoglio ed incalza determinato: voglia di rivalsa da un lato e orgoglio maschile dall’altro, spingono i due a correre e a cercare di battere l’avversario. Non c’è un reale vincitore, lo spot termina quando i due ragazzi sono testa a testa e ancora in corsa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione Tappeto Sonoro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Spot Svago - Chillout - Amnesty International Cd1 traccia n°2&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7wev7pphUAY"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=7wev7pphUAY&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La musica è ritmata e sincronica con l’abbattimento dei muri ma, in ogni caso, la melodia esprime tranquillità. È una musica che non distoglie l’attenzione dalle immagini ma che le accompagna, creando un clima di distensione dall’inizio fino alla fine. Il mantenimento della melodia e del ritmo creano una sensazione di serenità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;Il topic del Tappeto Sonoro ci fa pensare che spesso, chi corre, lo fa per distrarsi, per evadere dalla realtà di tutti i giorni, per “staccare la spina” con il quotidiano e stare un po’ con se stesso (magari a riflettere e a pensare); chi corre lo fa spesso per sentirsi libero. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;I due ragazzi diventano, allora due persone qualunque, due persone “normali” che corrono e si sentono bene, si stancano e urlano, ma continuano a correre e si sentono liberi (il salto nell’universo potrebbe rappresentare, in questo caso, il raggiungimento della serenità cercata).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione Ribellione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;Spot Ribellione - When I'm Gone dei 3 Doors Down&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qlpmXEV1byw"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=qlpmXEV1byw&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000066;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La musica scelta è una musica rock, che scandisce la corsa dei due, che rallenta quando i due ragazzi si guardano e ricomincia con vigore e ritmo nell’abbattimento del muro dell’edificio esterno. Fino alla fine dello spot, anche quando le note si distendono leggermente, la musica ed il ritmo continuano ad accompagnare il movimento dei due protagonisti.&lt;br /&gt;Il codice generale che media l’interpretazione è il genere rock, che collega il ritmo e la melodia (caratterizzati dal volume alto delle chitarre elettriche e della batteria e da note urlate e ripetute), al topic della ribellione e della protesta giovanile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Secondo questa linea interpretativa il sentimento che emerge è quello della rabbia e il topic quello della Ribellione. La corsa simboleggia così il rifiuto della società, il tentativo di liberarsi dalle costrizioni del tempo. I due protagonisti sono due giovani del ventunesimo secolo, che hanno voglia di rivalsa, che desiderano superare le imposizioni del sistema (i muri e la gravità) e che vogliono sentirsi liberi (il tema dello spot è un inno alla libertà ed al “movimento senza costrizioni”). I loro volti sono rabbiosi e, anche se non esprimono odio o fattori di negatività, trasmettono risentimento e insoddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Interpretazione della Complicità Amorosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;Spot Complicità amorosa - “Una musica brutal” dei Gotan Project&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AAyf3Fw3VF8"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AAyf3Fw3VF8&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000066;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La canzone è un tango, sincronico con lo scatto iniziale e con i muri che si spaccano. La sensualità propria del tango fa emergere quella sottesa allo spot: una voce che canta note, e non parole, accompagna la corsa dei ragazzi e regala ai loro sguardi (freddi e duri), un pizzico di complicità e passione. Lo spot termina con note ripetute che ricordano i battiti di un cuore innamorato.&lt;br /&gt;L’interpretazione, in questo caso, è orientata verso questo topic grazie soprattutto all’utilizzo del genere musicale tango (riconoscibile come melodia dell’amore e della passione).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;IL POTERE DELLA BANDA SONORA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Come si può capire qual è la giusta linea interpretativa tra le tante descritte? Come riuscire a determinare se i due ragazzi stanno correndo verso l’amore o stanno fuggendo, se si stanno divertendo o sono tra loro in competizione, se si stanno prendendo un momento di svago o se invece sono arrabbiati? Lo spot non ci offre un contesto preciso nel quale inquadrare i due giovani, ma &lt;strong&gt;la&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;banda sonora può aiutarci a risolvere l’ambiguità interpretativa del visivo&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché la musica ha questo potere?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Gli studiosi d’estetica musicale, i neuroscienziati, gli psicologi ed i sociologi, nonché i terapisti ed i medici, sono concordi nell’affermare che determinati suoni, determinati accordi, determinati ritmi e melodie influenzino la nostra percezione e stimolino emozioni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;&lt;strong&gt;spiegazione scientifica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; risiede nel funzionamento del nostro cervello e nei processi di decodifica dei suoni: quando il nostro sistema centrale riceve, ad esempio, vibrazioni di violini e archi a bassa intensità, suoni lenti e melodiosi, “ordina” ai nostri muscoli di rilassarsi provocando in noi sensazioni di tranquillità e rilassamento; quando il nostro cervello decodifica vibrazioni molto basse, melodie molto ritmate (batterie e strumenti a percussione) e volumi molto alti “ordina” al cuore di battere più velocemente e alle mani, alle dita e ai piedi di muoversi “a tempo”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;&lt;em&gt;spiegazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dalla capacità della musica di stimolare emozioni, deriva da meccanismi d’ordine &lt;strong&gt;&lt;em&gt;psicologico, sociale e contestuale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (per i quali una musica fa ricordare persone, riporta alla mente momenti di vita vissuta e riattiva sensazioni) che fanno provare gioia o tristezza, serenità o ansia, vitalità o tranquillità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;Inoltre, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per il concetto di competenza musicale diffusa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (che si possiede pur non essendo musicisti o esperti del settore), tutti riescono facilmente a “sentire” una sinfonia di musica classica come qualcosa d’antico e di colto, ad associare le sonorità di una musica rock alla ribellione giovanile, a collegare un sassofono ed una melodia jazz all’immagine dei neri d’America, ad immaginare, sentendo una musica ritmata e allegra, i balli di gruppo dell’estate in spiaggia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt; ... &gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-2514492698553577707?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/la-mia-tesi.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-4541344020715959373</guid><pubDate>Fri, 17 Nov 2006 23:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-22T21:02:24.958+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Foto</category><title>Fiori...</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Una delle mie passioni...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;la FOTOGRAFIA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ecco alcune foto fatte ad un meraviglioso bouquet che mi è stato regalato...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Non avevo mai ricevuto fiori tanto belli...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/117077/IMGP3196.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="165" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/141357/IMGP3196.jpg" width="209" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/117077/IMGP3196.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/818027/IMGP3289.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 143px" height="147" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/571468/IMGP3289.jpg" width="169" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/961220/IMGP3278.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="120" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/714996/IMGP3278.jpg" width="171" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/685355/IMGP3277.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="151" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/197772/IMGP3277.jpg" width="145" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/500584/IMGP3287.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="166" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/750181/IMGP3287.jpg" width="137" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/209322/IMGP3281.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="131" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/274510/IMGP3281.jpg" width="149" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/784563/IMGP3293.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="118" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/831024/IMGP3293.jpg" width="162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/538143/IMGP3288.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="140" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/31280/IMGP3288.jpg" width="155" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/777573/IMGP3292.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="160" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/174620/IMGP3292.jpg" width="179" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/776164/IMGP3261.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="118" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/694175/IMGP3261.jpg" width="173" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/999684/IMGP3262.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="311" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/103851/IMGP3262.jpg" width="542" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/527152/IMGP3267.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="150" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/151166/IMGP3267.jpg" width="203" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-4541344020715959373?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/fiori.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-7877577864086428240</guid><pubDate>Fri, 17 Nov 2006 23:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-22T21:02:40.694+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Foto</category><title>Fotoritocco sul floreale!</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;E' davvero un sacrilegio modificare i colori di queste foto ma... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;la bellezza dei fiori risalta ancor meglio... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;se la si ammira su uno sfondo bianco e nero!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Esperimenti di fotoritocco...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/861867/fiore%20bianco.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" height="168" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/64065/fiore%20bianco.jpg" width="216" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/977566/rosa.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 149px" height="131" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/465955/rosa.jpg" width="224" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/107787/rosa%20rosa.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" height="152" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/304847/rosa%20rosa.jpg" width="246" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/193758/IMGP3293.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" height="240" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/325055/IMGP3293.jpg" width="265" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/436094/lilium.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 149px" height="163" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/495393/lilium.jpg" width="184" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/1600/65674/rosa%20arancione.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 149px" height="240" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/2947/608124297781554/320/528000/rosa%20arancione.jpg" width="236" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-7877577864086428240?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/fotoritocco-sul-floreale.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-4981754247426493315.post-2869531641816005338</guid><pubDate>Fri, 17 Nov 2006 18:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-22T21:02:56.029+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>About me...</category><title>I miei perché...</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog per raccontare...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ciò che faccio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ciò che amo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ciò che sono,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ciò che vorrei diventare!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog per le emozioni dei miei 24 anni...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;un blog per descrivere le paure di una 24enne!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog per riflettere sulla vita...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;un blog per vivere saggiamente!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog per coltivare le mie passioni...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;un blog per appassionarmi alla vita!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog per condividere idee...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;un blog arricchito di condivisione! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un blog dove urlare la mia gioia...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;un blog per sussurrare la mia tristezza! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4981754247426493315-2869531641816005338?l=melaniadeluca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://melaniadeluca.blogspot.com/2006/11/i-miei-perch_17.html</link><author>noreply@blogger.com (Mel)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>